CONSIGLIO: FIONDATE DI LUPERTI CONTRO LA MAGGIORANZA E LA SINDACA – IL SUO INTERVENTO

Il suo intervento era atteso da tutti, ma alla fine Lino Luperti non ha deluso le aspettative. Ha parlato a lungo, con calma, tradendo unicamente una certa emozione. Ne ha avuto per tutti, a partire proprio dalla sindaca. E’ partito dall’inizio, dalla campagna elettorale, evidenziando il totale immobilismo di questa Amministrazione. Ed è giunto sino ai giorni attuali, evidenziando l’unico interesse di questa Amministrazione, “che è quello di spartirsi i posti di potere”. In conclusione, Luperti ha ricordato “due macigni” che pesano su questa Amministrazione: le parole di Ribezzi (durissime) e quelle del notaio Errico che prima di sbattere la porta ha invitato altri poteri ad “accendere un faro” su questa Amministrazione.

Ecco il suo intervento integrale:

Colleghi consiglieri, signor sindaco….

L’importanza di questa seduta consiliare impone una riflessione più ampia. Oggi siamo chiamati ad esprimere un giudizio su questa Amministrazione e per farlo non possiamo non partire dagli inizi. Da quando, cioè, questa avventura è partita, con la preparazione della campagna elettorale.
L’esigenza principale che si pose, in quel momento, era quella di contenere lo strapotere di chi probabilmente avrebbe voluto mettere le mani sulla nostra città. Per questa ragione, abbiamo deciso di impostare la campagna elettorale sulla brindisinità, sull’esigenza di tutelare i reali interessi di questa città. Intorno a questo è nata una coalizione e si è scelto di sostenere la sindaca Carluccio dopo la sua affermazione nelle primarie. In tutto questo, a sostegno della Carluccio, mi sono impegnato con tutte le mie forze. Vincere le primarie era un obiettivo che mi sono posto e che ho contribuito a raggiungere.
Per tutelare queste finalità si decise di creare un organismo di coordinamento, di cui fui chiamato a far parte. Cinque persone. Come i cinque samurai, chiamati a rappresentare il bene contro Harago, che rappresentava il male.
Era lì che si esaminavano i problemi e si tentava di individuare la strada dapprima per vincere le elezioni e poi per governare la città. In quella sede, tra i cinque samurai, sentii dire che rischiavamo di perdere perché i Cor ci avrebbero tradito nel turno di ballottaggio. Si guardava, per questo, al risultato di Tuturano. Poi mi dissero, a risultato acquisito, che avevano avuto ragione, visto che a Tuturano vinse l’avversario della Carluccio.
Da quel momento, si misero da parte contrasti e retropensieri per far posto alla voglia di governare la nostra città.
I cinque samurai si sforzano di mettere a posto tutti i tasselli, ma vengono immediatamente messi di fronte ad un problema insormontabile, rappresentato dalla rottura voluta da Impegno Sociale. Io facevo parte di quel partito, ma rivestendo il ruolo di samurai dovevo sacrificare una parte di me e quindi con la collega Marika Rollo ho preso una strada diversa, salvando l’Amministrazione Comunale. Una scelta dolorosa, soprattutto per il rispetto che portavo e che porto nei confronti di Carmelo Palazzo. Nei giorni successivi, però, mi sono reso conto che la forza dei cinque samurai andava scemando. Le riunioni le facevamo in cinque, ma le decisioni le assumeva un solo samurai, esterno al consiglio. La mattina parlavamo in cinque, decidevamo alcune cose, ma la sera cambiava tutto. E’ accaduto anche per la formazione della Giunta. Un esempio? Noi che siamo stati sempre sostenitori della brindisinità, ci siamo ritrovati in Giunta un signore di San Vito dei Normanni che si chiama Vito Carella – detto Capello – che mi dicono esperto di discoteche. Che cosa ha aggiunto in termini di qualità all’Esecutivo della sindaca Carluccio? E che cosa c’entra la sua presenza nelle riunioni in campo ambientale, a volte anche a posto dell’assessore all’ambiente, svoltesi a Bari ed a Brindisi? E che cosa c’entra l’assessore Capello Carella nelle riunioni per definire controversie tra aziende dei rifiuti?
Un mistero. Come un mistero risultò la nomina ad assessore al bilancio di un avvocato. Il giudizio su quello che ha fatto nei pochi mesi che è rimasto in quel posto (quando voleva aumentare le tasse comunali) lo esprimeranno i cittadini. E lo ha espresso anche la sindaca nel momento in cui lo ha mandato via.
Per il resto, una corsa all’accaparramento di poltrone, mentre quando è toccato il nostro turno abbiamo deciso di scegliere un professionista che nulla aveva a che fare con la politica e con noi: l’avvocato Silvestre. Lo abbiamo fatto per offrire un contributo reale all’Amministrazione, in termini di trasparenza e legalità. Già dall’inizio, però, il nostro gesto non è stato apprezzato. La prima cittadina ha atteso una settimana prima di nominarlo e fino all’ultimo si è tentato di non dargli la delega all’ambiente. Perché? Perché l’avvocato Silvestre era scomodo? Ed è per questo che dopo soli due mesi gli è stata tolta la delega all’ambiente? Perché l’ha trattenuta la sindaca? A tutto questo il tavolo dei cinque samurai non ha saputo fornire risposte. E’ stato quello il definitivo crollo del tavolo dei cinque e l’affermazione del samurai unico e solo. Quello che non sta in consiglio, ma che decide per tutti.
E non è un caso che, tradite le aspettative iniziali, abbiamo cominciato ad analizzare l’operato di questa amministrazione dal suo insediamento fino ad oggi. Abbiamo ripreso il programma elettorale e ci siamo resi conto, giorno dopo giorno, che nulla è stato fatto, che sono state tradite le aspettative dei cittadini, che è stata brutalmente interrotta l’attività amministrativa portata avanti negli anni scorsi. Ci sai è limitati a scaricare tutte le colpe proprio su chi ha amministrato questa città fino al 2016.
Fatta eccezione per un rimpasto della macchina amministrativa, portata avanti in maniera concreta, per il reso tutto versa in una situazione di stallo. E’ stato mandato via il professore Karrer – mandato via perché costretto alle dimissioni – che, con poche migliaia di euro avrebbe finalmente realizzato il piano urbanistico generale dopo lo sfacelo della gestione Goggi sulla quale si esprimeranno prima o poi i magistrati. Basta leggere ciò che hanno scritto i legali del Comune quando a Goggi hanno chiesto un risarcimento danni milionario. Chi vi parla ha combattuto ed ha pagato a caro prezzo la guerra fatta contro chi voleva mettere le mani su questa città con speculazioni edilizie.
E’ tutto fermo, inoltre, nel settore delle bonifiche. La precedente Amministrazione è riuscita a passare da zero a quasi cento milioni di euro da investire nelle bonifiche. E’ stata svolta una gara, per la bonifica di Micorosa, ma i lavori non partono. Per il resto, mancano i progetti e manca il completamento degli iter amministrativi.
E non sono mai partiti i lavori per la realizzazione degli alloggi di Parco Bove e per la riqualificazione di Cala Materdomini. Le novità dei prossimi giorni speriamo servano a sbloccare queste situazioni.
C’è una totale paralisi nel settore dei lavori pubblici, con tanti interventi progettati e finanziati da anni e che restano chiusi in un cassetto.
E che dire, poi, della programmazione economica e delle politiche comunitarie. Gli uffici sono svuotati e demotivati e la conseguenza è che Brindisi non recepisce un finanziamento importante da lungo tempo. Si lavora con i soldi del passato e non si mette più fieno in cascina. Ciò determinerà gravissimi problemi in futuro.
Lo sanno tutti all’interno dell’Amministrazione, ma sembra che sia più importante spuntare qualche assessorato in più o una presidenza di qualche partecipata.
Ed a proposito di partecipate. Questa amministrazione aveva detto in campagna elettorale che l’obiettivo principale era quello di salvare la Multiservizi ed i suoi lavoratori. Ma quello che fa la mano destra in questa amministrazione non lo sa la mano sinistra. Come si salva la Multiservizi? Evitando di affidarli il servizio di auto spurgo, quello di gestione dei servizi cimiteriali o bandendo una gara per affidare ancora una volta a privati tutti gli impianti sportivi? Gli atti sono tutti ufficiali. A scanso di equivoci. E non ci si appelli al problema del passaggio dei lavoratori. Se c’è la volontà politica, una soluzione si trova.
E si vuole salvare la Multiservizi nel momento in cui questa maggioranza boccia la mia proposta di affidare l’amministrazione di questa società e delle altre partecipate a persone laureate ed esperte?
E vogliamo ricordare ciò che è avvenuto nella organizzazione del Natale? Vogliamo parlare dello stato in cui versano i monumenti di Brindisi ed il nostro Palazzo Nervegna? E si è mosso un dito per il parco del Cillarese, per il Cesare Braico, per il Di Giulio, per il parco di Sbitri, per quello bellissimo di Punta del Serrone?
Potremmo andare avanti per tanto tempo ancora, ma ve lo risparmio.
Ecco, se qualcuno dubitava sulle reali ragioni alla base della mozione di sfiducia che ho presentato, oggi avrà le idee più chiare. Di questo passo, colleghi consiglieri, non si può andare avanti e da parte della sindaca non è stata manifestata alcuna volontà reale di azzerare tutto e di ripartire, nell’interesse della città di Brindisi.
Lei, cara Sindaca, non ha fatto nulla per evitare di essere il primo sindaco che ha raccolto la maggioranza delle firme per sfiduciarla e mandarla a casa.
Con grande sofferenza, pertanto, confermo la mia volontà di votare per la mozione di sfiducia e chiudo con una riflessione. Su questa amministrazione pesano due macigni, rappresentati dalle affermazioni del consigliere Umberto Ribezzi, ben note a tutti e che hanno comportato il premio della presidenza della Multiservizi, e quelle del notaio Errico che ha invitato altri poteri ad accendere un faro su questa amministrazione.
Parole gravissime che rischiano di condizionare in maniera determinante il futuro di questa Amministrazione e sulle quali nessuno si è preoccupato di fare luce per fugare dubbi e sospetti.

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