LAVORARE PIU’ ORE SOTTO LA MINACCIA DEL LICENZIAMENTO. LA DIPENDENTE DENUNCIA. IL TITOLARE DEL BAR: “E IO CHIUDO”

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E’ finito nei guai un imprenditore brindisino con all’attivo una società di ristorazione e bar, che in una delle sue attività nel Centro di Brindisi, usava contrattualizzare i dipendenti – dietro la minaccia del licenziamento – a prestare l’attività lavorativa per un numero di ore superiore a quelle stabilite e ad accettare stipendi inferiori a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale di settore (bar e ristorazione).

Una dipendente, al culmine dell’ennesima incomprensione, decide di denunciare e la scattano i controlli del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi, che hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Brindisi che ha disposto l’interdizione dall’esercizio delle attività commerciali per la durata di un anno a carico dell’imprenditore brindisino.

L’uomo è indagato per condotte estorsive nei confronti della dipendente, ma la l’attività di indagine ha scoperchiato un modus operandi che andava avanti da tempo.

La dipendente ha denunciato circa 7 mesi fa, dopo una intensa attività di ascolto, su prove raccolte dalla stessa che li vi lavorava da qualche anno, la Guardia di Finanza è arrivata a far emergere un sistema illecito di gestione del personale da parte del titolare dell’impresa, consistente nel costringere i dipendenti a sottostare a regole illecite. Gli stessi elementi sono stati presi a base per la contestazione di numerosi illeciti amministrativi in materia di contrasto al lavoro sommerso e irregolare. Infatti, è stato scoperto che impiegava anche 5 lavoratori in nero per un periodo di tempo di circa due mesi, l’irregolare registrazione di altri 13 lavoratori, nonché un evasione contributiva per oltre 20.000 Euro.

Scoperto ha minacciato di chiudere l’attività: “questa è la volta buona che chiudo” avrebbe detto in uno sfogo durante gli accertamenti.



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