NEL NUOVO TEATRO VERDI DI BRINDISI, L’IRONIA E IL SARCASMO DEL GRANDE OSCAR WILDE

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Nel Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, è andata in scena la famosa commedia di Oscar Wilde:”L’Importanza di chiamarsi Ernesto”. Gli spettatori sono stati colpiti, immediatamente, dalla scenografia importante, con delle immagini giganti, che evidenziavano il volto di Oscar Wilde. Quando sono apparsi i due interpreti, con degli abiti particolarissimi, dai colori accesi, in perfetto stile “dandy”, sono riusciti a catturare subito l’attenzione generale. Per tutti coloro che amano Wilde e il suo stile di vita, fondato “sull’arte per l’arte”, è stata, sicuramente, una serata esaltante. Ma, anche chi non era particolarmente immerso nelle tematiche inglesi del tempo, ha seguito con curiosità. Una commedia che si basa su un gioco di parole, il nome Ernesto e l’aggettivo, in inglese “Ernest ed earnest”, due termini che si pronunciano allo stesso modo, ma con significati differenti. L’importanza eccessiva data ad un nome, tanta ironia, tanta consapevolezza della voglia dell’autore di “giocare” con l’enfatizzazione data all’apparenza e alla forma che, nella società inglese del tempo, erano dominanti. Un modo sarcastico di descrivere tematiche al limite dell’assurdo. Può un nome risultare essenziale fino al punto di condizionare le decisioni? Oscar Wilde si è divertito ed è stato realmente geniale in questa commedia che, da anni, continua ad essere rappresentata, riscuotendo tanto successo. Un cast di attori molto bravi che si sono calati egregiamente nell’atmosfera del tempo. Oscar Wilde, osannato e ritenuto un grande per tutta la sua produzione, ad un certo punto della vita, ha subito una vera e propria persecuzione a causa della mentalità bigotta del tempo. Fu, addirittura, condannato e imprigionato per la sua omosessualità che, in quei tempi, era considerata un vero scandalo. Un autore che ha appassionato intere generazioni e, tuttora, è amato e viene studiato. La sua produzione è molto vasta e, soprattutto nelle commedie, è riuscito a scrivere con ironia, della società del suo tempo, ironizzando sui comportamenti e sulla mentalità diffusa. È riuscito, sicuramente, a contestare l’ipocrisia corrente, affermando con decisione, le sue idee. Un’altra bella opportunità culturale per la nostra città. Anna Consales



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