REIMPIEGO DEI LAVORATORI DELL’IMPIANTO CDR – LA REPLICA DEL PROF. MAGNO

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Nota di risposta del prof. Franco Magno ai lavoratori ex CDR e discarica.

Leggo solo ora e prontamente rispondo agli ex dipendenti della discarica d’Autigno e dell’impianto ex CDR (ex CDR sta nel fatto che non si potrà più produrre e che invece si potrà produrre solo il Combustibile Solido Secondario – CSS).

Non mi è mai passato lontanamente dalla testa di ipotizzare, se pur minimamente, un loro NON reimpiego nell’ambito dei rispettivi impianti e sotto la “gestione” della Multiservizi.

Loro sanno bene, avendo collaborato con me nella direzione tecnica della discarica dal 2002 al dicembre del 2003 e come custode giudiziario dal dicembre 2003 al 2010, quale sia la stima ed in molti casi l’affetto che provo; alcuni di costoro sono poi transitati nell’impianto dell’impianto del CDR e quando casualmente mi affacciavo, avevo sempre il piace sincero di soffermarmi a dialogare e raccontarci aneddoti di lavoro.

Alcuni di loro sanno anche che, pur con le modeste possibilità operative, ho cercato di aiutarli nella ricerca di un lavoro stabile.

La loro professionalità è indiscussa e costituisce un patrimonio per il Comune di Brindisi che non potrebbe non essere riconosciuta dalla Multiservizi.

Del resto ipotizzo che né il Comune e né la Multiservizi sappiano bene quanto possa rendere un ciclo di rifiuti ben organizzato; io di certo e senza falsa presunzione, sono in grado di affermare che la “spesa” per l’assunzione degli ex dipendenti sarebbe ben poca cosa rispetto alla redditività degli impianti.

Il riferimento alla “proiezione all’incremento” del personale Multiservizi era riferito ai lavoratori de quo ed anche ad altri che, una sana ed induttiva gestione aziendale, può portare.

Credo di non dover aggiungere altro, anche se rilevo un pizzico di livore indotto da chi è critico sempre e per natura; tale “livore”, però non può che dispiacermi in quanto la mia “valenza” nell’ambito dei tavoli delle decisioni, conta “zero”!

Grazie per l’ospitalità

prof. dott. Francesco Magno



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