RESTINCO: INDIVIDUATI DUE STRANIERI CON CARICHI PENDENTI PER REATI DI DROGA. ARRESTATI DALLA MOBILE

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Un complesso lavoro di analisi e incrocio dei dati disponibili è stato svolto in quest’ultimo periodo dagli operatori della Squadra Mobile in collaborazione con il personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Da ciò è stato possibile rilevare che, a carico di 2 stranieri trattenuti presso il C.P.R. di Restinco (BR), pendevano provvedimenti giudiziari di varia natura che ne imponevano la traduzione in carcere previo accertamento d’identità.

In particolare, il primo ad essere individuato e già censito con altro alias, era JOUINI YOUSSEF BEN CHEDLJ, tunisino classe 1980. Questi era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Napoli, dovendo scontare 8 anni di reclusione in quanto condannato per reati in tema di stupefacenti commessi nel 2002 nei territori di Napoli e Caserta.

Una volta individuato e compiutamente identificato attraverso le verifiche operate dal locale Ufficio Immigrazione, è stato tratto in arresto da personale della Squadra Mobile e, ultimati i necessari atti, tradotto presso la Casa Circondariale brindisina.

Analogamente, a distanza di qualche giorno, è toccato ad altro tunisino di 33 anni, FAKRAOUI MOHAMED TAHAR; questi veniva individuato – grazie all’interazione dei due Uffici della Questura già citati – come destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 30 giugno u.s dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Piacenza.

Secondo il menzionato provvedimento restrittivo, il FAKRAOUI sopra indicato è chiamato a rispondere del reato di illecita cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina commesso a Piacenza nel settembre del 2017.

Anch’egli raggiunto presso il C.P.R. di Restinco, ultimate le formalità di rito, ieri 10.07.2018 è stato tradotto – da personale della locale Squadra Mobile – presso la Casa Circondariale di Brindisi per ivi essere mantenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico.



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