BRINDISI “FORUM AMBIENTE”: L’ESPOSTO DEI MALATI DI LEUCEMIE E LINFOMI RESIDENTI INTORNO ALL’AREA INDUSTRIALE PRESENTATO NEL 2014 MERITA UNA RISPOSTA

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BRINDISI: L’ESPOSTO DEI MALATI DI LEUCEMIE E LINFOMI RESIDENTI INTORNO ALL’AREA INDUSTRIALE PRESENTATO NEL 2014 MERITA UNA RISPOSTA.

 

In data 12 giugno 2014 un gruppo di ammalati di malattie tumorali ematologiche e i congiunti di persone decedute per analoghe patologie depositavano un articolato esposto in cui chiedevano che fosse fatta luce sulle eventuali responsabilità penali per l’insorgenza di dette malattie. Nell’esposto venivano riportati studi scientifici condotti a Brindisi o in contesti industriali analoghi nonché risultati di analisi sulle matrici ambientali del Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche di Brindisi condotte da agenzie pubbliche. Entrambe queste fonti ci sembra mettessero in relazione le malattie diagnosticate con le emissioni delle attività industriali insistenti a Brindisi.

 

In data 25 luglio 2017 il predetto esposto veniva integrato con ulteriori evidenze scientifiche nel frattempo pubblicate tra cui con uno studio reso pubblico dalla Regione Puglia qualche mese prima e relativo sempre all’area di Brindisi. Si trattava di uno studio di coorte che dal nome del suo coordinatore è diventato noto come “studio Forastiere” il quale, attraverso una metodologia epidemiologica molto evoluta, attribuiva alle emissioni industriali del polo brindisino un certo numero di decessi e di malattie sul totale riscontrato nell’area dal 2002 al 2013. Anche in questa occasione le malattie di cui sono stati affetti e per cui sono deceduti i congiunti di alcuni firmatari erano presenti nelle porzioni di popolazione più esposte alle emissioni industriali.

 

All’atto del primo deposito il legale degli esponenti ed il consulente di parte furono ricevuti dall’allora Procuratore della Repubblica dott. Marco Di Napoli il quale volle sapere in quanto tempo fosse stato preparato il corposo esposto. Si erano impiegati nove mesi per giungere alla stesura definitiva. Il dott. Di Napoli chiese agli interlocutori di voler essere comprensivi se anche il Suo ufficio avrebbe impiegato un tempo analogo per studiare il contenuto dell’esposto.

 

Pur consapevoli della complessità in materia di relazione tra salute e ambiente nell’ambito della responsabilità penale, gli esponenti ritengono che il tempo trascorso dal deposito dell’esposto ad oggi sia sufficiente per emettere una ordinanza di archiviazione oppure di rinvio a giudizio. Provvedimenti questi richiesti non solo dalla procedura penale ma anche dalla serietà delle malattie denunciate, dalla possibilità che altri cittadini siano stati colpiti dalle stesse gravi diagnosi (come sembrerebbe dagli studi che si sono susseguiti in questi anni), e dalle sofferenze patite dagli ammalati e dalle loro famiglie.

 

Con la stessa fiducia che indussero sette anni fa i firmatari a presentare i succitati esposti alla Procura della Repubblica di Brindisi, si chiede oggi di conoscere l’esito delle indagini sicuramente avviate.

 









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