COVID 19 – OLIVA (ORDINE DEI MEDICI): NOI NEANCHE INFORMATI DALL’ASL…

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A Brindisi accade anche questo: i medici, attori principali (insieme a infermieri e personale ausiliario) di questa tragedia del coronavirus, sono costretti ad apprendere dalla stampa le novità che riguardano l’ospedale in cui rischiano la vita tutti i giorni. Ce lo conferma il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi, dott. Arturo Oliva.

“Si, è vero -. afferma il dott. Oliva – Noi non siamo stati invitati a partecipare nè alla videoconferenza tra sindaci, direttore generale dell’Asl, Prefetto e Presidente della Regione e nemmeno a quella successiva con le organizzazioni sindacali. In tanti fanno finta di dimenticare che l’Ordine dei medici è un organo sussidiario dello Stato e non una controparte, come qualcuno si ostina a considerarci”.

Presidente, il direttore generale dell’Asl ha contestato le affermazioni di chi ritiene che nel Perrino ci siano criticità ed ha aggiunto, invece, che bisogna “attenzionare il comportamento del personale sanitario”. Lei cosa ne pensa?

“Ritengo che si tratti di affermazioni inopportune e soprattutto che si dovrebbe essere molto cauti quando si parla del lavoro dei medici, non fosse altro per rispetto nei confronti di tantissimi tra loro che in corsia hanno perso la vita in queste settimane. Un rispetto che va esteso anche ai familiari dei defunti”.

Adesso ci saranno tamponi per tutto il personale sanitario…

“Noi non abbiamo alcuna comunicazione ufficiale e nessuno si è preoccupato di farci sapere quando e come. La realtà è che noi lo screening lo abbiamo chiesto sin da quando è iniziata questa emergenza, così come avevamo chiesto la separazione dei percorsi nel Perrino, per evitare contaminazioni tra reparti Covid e reparti no Covid. Del resto, siamo stati proprio noi a denunciare quanto accade nel Perrino, con una chiara promiscuità di spazi e operatori. Portantini, infermieri, ausiliari ed a volte anche medici andavano da una zona covid ad una no-covid. Lo abbiamo scritto, lo abbiamo fatto notare in ogni modo ed oggi finalmente si è capito che la strada è questa. Speriamo solo che non sia troppo tardi”.

Poi c’è la incredibile vicenda del ritardo con cui è stato attivato il laboratorio per l’analisi dei tamponi…

“Noi questa necessità l’avevamo sollevata ufficialmente a febbraio e, a dire il vero, dal direttore generale ricevemmo una chiara disponibilità. Poi ci si è persi nella burocrazia e nelle lentezze. Si pensi che il direttore del Dipartimento sanità della Regione Puglia ha detto che il ritardo è stato provocato da un incendio sviluppatosi nell’ex Di Summa, ma non mi risulta che sia così, visto che il laboratorio si trova da tutt’altra parte nell’ex ospedale. La realtà è che Brindisi, per i laboratori, è stata strategicamente esclusa fino a pochi giorni fa”.

Voi avete lamentato anche la carenza di presidi sanitari. E’ vero?

“Diciamo da tempo che le mascherine chirurgiche sono inadeguate per l’utilizzo ospedaliero, perché non fermano il virus. Non lo diciamo noi, ma esperti ad ogni livello. Poi ci sono altre carenze, a voi ben note, visto che ne ha parlato la stampa anche a livello nazionale. Speriamo che questo stato di disagio sia terminato e che realmente adesso ci sia tutto ciò che occorre al personale sanitario”.

Un’ultima considerazione riguarda il divieto, per il personale medico, di rilasciare dichiarazioni alla stampa. E’ come se si volesse vietare di far conoscere all’esterno la situazione reale del Perrino…

“Noi non vogliamo fare polemiche, ma solo offrire il nostro contributo. Lo abbiamo chiesto già un paio di volte, ma siamo stati ignorati. Quanto al divieto, questa cosa ci rammarica. A volte penso che noi siamo gli eroi  che vanno a morire, buoni per essere acclamati, ma non per essere sentiti”.

Mimmo Consales

(nella foto, da sinistra, il Presidente nazionale dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli ed il Presidente provinciale Arturo Oliva)









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