DALLA FP CGIL UNA RICHIESTA DI INTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO 118

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Al Direttore del Dipartimento regionale Promozione

della salute, del benessere sociale

Dr. Vito Montanaro

area.salute.regione@pec.rupar.puglia.it

 

 

Al Direttore Generale ASL BR

direzionegenerale@asl.brindisi.it

protocollo.asl.brindisi@pec.rupar.puglia.it

 

oggetto: Internalizzazione del Servizio 118

Gent.mi,

la scrivente Organizzazione Sindacale vorrebbe conoscere il Vostro autorevole parere in merito all’impronta privatistica che da decenni è  attuato in ambito sanitario con particolare riferimento al Servizio di Emergenza Territoriale 118.

La ASL BR dal 2012 demanda a ben 15 postazioni ( da alcuni anni sono diventate già 20 )  “convenzionate” il Servizio di Emergenza Territoriale alla modica cifra di ben 13 MILIONI DI EURO  ogni triennio, quindi ad oggi oltre 40 milioni di euro !!!

La Funzione Pubblica CGIL, ritenendo di rappresentare i lavoratori , si batte da tempo affinché il Servizio 118 sia affidato alla mano pubblica e che abbia al suo interno operatori strutturati contrattualmente e possibilmente direttamente con la ASL!

Attualmente vi è una gestione mista, nel senso che vi sono postazione integrate con la rete ospedaliera (personale ASL e personale di “Associazioni” convenzionate) e postazioni con personale esclusivamente di predette “Associazioni”.

La Funzione Pubblica CGIL non può assistere ancora impassibile a questa enorme “MONTAGNA DI MILIONI DI EURO” per un servizio pubblico e principalmente di un particolare e delicato settore “core”, quale il servizio emergenza – urgenza 118.

 

 

I Lavoratori che operano su questi mezzi sono legati con un contratto assolutamente non condivisibile sindacalmente, con cui formalmente sono considerati “operatori volontari”, ma di fatto (come tutti sanno) tale lavoro rappresenta per gli stessi l’unica fonte di reddito!

Gli attuali operatori “volontari” del servizio di emergenza territoriale, quindi, sebbene svolgano con grande dedizione e professionalità il loro lavoro, non hanno benché minima garanzia assicurativo-previdenziale, oltre che economica!

Quand’anche volessimo mettere da parte qualsiasi valutazione sindacale in merito all’aspetto contrattuale e del notevole numero di lavoratori sfruttati e precari dal sistema Sanità Pubblica, ci chiediamo, da un punto di vista squisitamente economico-aziendale, se tale spesa sia davvero conveniente rispetto ad altre soluzioni, specie in un momento così delicato di contrazione delle disponibilità economiche.

Nel mese di dicembre u.s. da parte della Regione Puglia sono state emanate le nuove linee guida in materia di organizzazione e gestione delle società in house delle aziende del servizio sanitario regionale . L’occasione, a nostro avviso, è importante  quindi, per internalizzare gli operatori delle postazioni 118 ancora gestite dalle associazioni di volontariato. È giusto dare stabilità a questo servizio fondamentale per la sicurezza dei cittadini e tutelare chi ha sempre operato con grande professionalità. La rete territoriale del 118 della Asl di Brindisi consta di 5 PPIT  e 20 postazioni mobili distribuite sull’intero territorio provinciale.

Nella Regione Puglia l’unica Azienda Sanitaria regionale che, sin dal 2008, ha affidato la gestione di 26 postazioni del servizio 118 alla propria Società in house, la Sanitaservice” è stata  l’ Asl Foggia. Quindi , il  modello organizzativo è già ben collaudato in Puglia da 12 anni  .

Pertanto, alla luce di quanto sopra evidenziato, la Funzione Pubblica CGIL chiede alle SS.VV. l’internalizzazione del servizio , tenendo conto delle legittime aspettative di tutte le persone coinvolte.

Il segretario FP Cgil Pancrazio Tedesco









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