DEPOSITO EDISON – PARLARE DELLA COLMATA E’ PEGGIO DI UN “NO” ALLA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO

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Il dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane sulla ipotesi di realizzazione di un deposito di gas naturale, da parte di Edison, nel porto di Brindisi ha evidenziato delle gravissime lacune comportamentali dell’Amministrazione Comunale di Brindisi. Va detto che tutto questo non rappresenta una novità, visto che da tempo il sindaco Rossi ha tranciato i ponti del dialogo con la città (basta ricordare i contrasti con l’Autorità di Sistema Portuale, con le associazioni di categoria, con i sindacati e con i tanti cittadini che vorrebbero conoscere qual è il progetto di città di questa Amministrazione).

Ma la vicenda del porto assume dei contorni ancora più inquietanti. Nessuno dimentica i “no” pronunciati a Palazzo di Città per realizzare opere come il pontile a briccole, il terminal crocieristico e la cassa di colmata. Adesso come allora, però i “no” vengono travestiti da un “si, ma in altra localizzazione”. Ci troviamo di fronte, insomma, a quello che il consigliere regionale Amati definisce giustamente un “espediente retorico”. Da qui l’invito che lo stesso autorevole rappresentante del PD e il movimento “Left” hanno rivolto al primo cittadino, chiedendogli di fornire indicazioni concrete su ipotesi alternative relative alla possibile collocazione del deposito.

Ebbene, oggi su Quotidiano il sindaco finalmente fornisce qualche indicazione. Parla della colmata di Capobianco e della colmata che ospiterà i sedimenti del dragaggio del porto (opera ancora bloccata proprio per l’atteggiamento ostruzionistico del Comune). In un caso e nell’altro, però, Rossi sa bene che occorrerebbero anni (non meno di 5-6). Il che significa voler mettere Edison in condizioni di andare a realizzare altrove questo impianto.

E tutto questo va ad aggiungersi all’annunciata volontà del primo cittadino di convocare direttamente Edison, bypassando ente ed operatori portuali. Certo, è evidente che la realizzazione di una nuova opera richiede anche il consenso del Comune, ma che senso ha pensare di non tenere in alcuna considerazione chi il porto lo gestisce e chi nel porto di lavora? E dove pensa di andare a sbattere un sindaco che litiga con tutti e che ormai appare sempre più isolato? In tutto questo, come ricorda Left, stupisce il silenzio del PD brindisino. Condivide quello che ha detto Amati? Si trova sulle posizioni di Rossi? Ha una terza via da seguire? In mancanza di risposte sarà chiara la volontà di andare avanti “finché dura”, forse anche a discapito dei reali interessi della città.









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