DORMITORIO DI VIA PROV.LE SAN VITO – BLITZ DELL’ASL: LA STRUTTURA VA CHIUSA! CONDIZIONI DA TERZO MONDO…

Per tanto, troppo tempo, in molti hanno fatto finta di non vedere e di non sentire quando si parlava del Dormitorio di via Provinciale San Vito e delle condizioni da terzo mondo in cui vivono centinaia di immigrati. Il 23 gennaio scorso, però, il vice presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Oggiano ha inviato un esposto all’Asl chiedendo una immediata visita ispettiva, facendo ampio riferimento alle condizioni in cui versa la struttura. L’Asl, a quel punto, non poteva far altro che intervenire. Cosa che è accaduta ieri mattina. E gli ispettori dell’Asl hanno redatto una verbale che è stato inviato a tutte le autorità competenti, prima fra tutte il sindaco Riccardo Rossi, a cui è stata proposta la immediata chiusura del Dormitorio, quantomeno per il tempo occorrente al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza.

In particolare, gli ispettori dell’Asl hanno rilevato la mancanza di tutte le porte dei servizi igienici, la mancanza di acqua calda , la mancanza di chiusure per le docce, la mancanza di personale impiegato per le pulizie quotidiane di tutti i locali, la mancanza in più punti dei rubinetti ai lavabi, la rottura delle tazze wc, la presenza di un generale stato di degrado igienico-sanitario derivante anche dalla presenza di masserizie, la presenza di oltre 250 ospiti, a fronte di una capienza di 80 unità, la mancanza totale di custodia e vigilanza da parte del Comune, la presenza di una sorta di centro cottura situato  all’esterno e realizzato con canne e teloni di plastica, la mancanza di vie di esodo in caso di pericolo, la mancanza di estintori, di rilevantori d’allarme antincendio, di riscaldament, oltre alla presenza di arredi fatiscenti e sudici, la presenza di muffe e umido sulle pareti e situazioni di pericolo dovute alla presenza di cavi, deriuvazioni e ciabette elettriche sparse per tutte la struttura.

Da qui la proposta di chiusura della struttura. Viene da chiedersi: ma fino ad oggi questa situazione non era nota agli uffici competenti del Palazzo di Città?



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