INCHIESTA SULLA RECINZIONE DEL PORTO – ECCO TUTTI GLI INDAGATI

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Sono i tecnici ad avere un ruolo di primo piano nell’inchiesta che il sostituto procuratore Raffaele Casto sta conducendo per fare chiarezza su quanto avvenuto a Brindisi per la realizzazione del circuito doganale del porto. Per questo motivo, oltre al sub commissario del Comune Mariangela Danzì ed al presidente dell’ADSP Ugo Patroni Griffi, hanno ricevuto un avviso di garanzia il responsabile dell’ufficio tecnico dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Di Leverano, il direttore dei lavori Gianluca Fischetto, il dirigente comunale Fabio Lacinio ed i funzionari comunali Antonio Iaia e Teodoro Indini.

Il dott. Casto dovrà chiarire le responsabilità di ciascuno, anche se va detto che i “danni” alla città (attraverso la realizzazione della recinzione orrenda) risalgono al periodo antecedente la nascita dell’ADSP e quindi della nomina di Ugo Patroni Griffi. Molto più probabile, pertanto, che debba essere l’ing. Di Leverano a chiarire tutte le contestazioni ed a giustificare scelte e comportamenti. Patroni Griffi ha anche l’attenuante di aver tentato di riportare la pace tra Comune ed ente portuale, introducendo pure delle piccole migliorie, ma la gestione commissariale del Comune si è arrogata il diritto di decidere per conto dei brindisini, azzerando le contestazioni mosse dall’Amministrazione-Carluccio, culminate con l’emissione di una ordinanza di demolizione del tratto di recinzione realizzata in via del Mare.

Oggi, quindi, i cittadini devono assistere inermi al costante deterioramento dei pannelli di cor-ten e plexiglass proprio per effetto di quella decisione dei commissari. Un sindaco brindisino – anche il peggiore – siamo certi che non avrebbe mai permesso che si offendesse così la dignità della città e se ne pregiudicasse per decenni il suo aspetto.

 



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