INDAGINE EPIDEMIOLOGICA – ALCUNE PRECISAZIONI DELL’ENEL

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Ecco la nota dell’Enel:

ENEL PRODUZIONE: ANALISI UNIVERSITA’ DI TOR VERGATA METTE IN LUCE LIMITI DELLO STUDIO DI COORTE SU BRINDISI

I limiti dello studio del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (DEP-Lazio) evidenziati dagli autori stessi. Per Brindisi emergono dati positivi sia sulla qualità dell’aria che sui tassi di mortalità

Brindisi, 12 gennaio 2018 – Lo studio di coorte realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (DEP-Lazio), illustrato oggi a Brindisi, presenta più di un limite, come peraltro evidenziato dagli stessi autori.

Lo sottolinea un’analisi effettuata dal Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Tor Vergata di Roma coordinato dal Professore Leonardo Palombi – che raccoglie oltre 130 docenti esperti in sanità pubblica, medicina del lavoro, medicina legale e numerose altre discipline – che invita quindi alla cautela nel trarre conclusioni. In particolare:

  • Si tratta, al massimo, di uno studio retrospettivo perché utilizza dati del passato e non più attuali. Infatti, lo scenario emissivo odierno è decisamente inferiore rispetto a quello considerato nello studio che prende come anno di riferimento il 1997 e lo utilizza per tutti gli anni di osservazione, con l’attribuzione, quindi, di una esposizione significativamente superiore a quella reale;

 

  • Nello studio non vi è una reale differenza di esposizione alle emissioni tra gruppi analizzati. Il livello di contrasto tra i due gruppi per esposizione è infatti molto ridotto: meno di un microgrammo per metro cubo di aria (1 µg/m3) per il PM10 (a fronte di un limite di legge pari a 40 µg/m3 medi annuali);

 

  • Le differenze riportate tra i due gruppi in termini di mortalità sono molto più elevate di quelle riportate dalla letteratura scientifica internazionale per la differenza di esposizione in esame. Questa discrepanza potrebbe essere spiegata da altri fattori di rischio legati allo stile di vita e non considerati dallo studio, come ad esempio alcol, sedentarietà, fumo e obesità;

 

  • Nel suo complesso Brindisi presenta tassi di mortalità inferiori alla media nazionale, almeno per quanto riguarda neoplasie e malattie del sistema circolatorio, fatto questo compatibile con la bassa concentrazione di alcuni importanti inquinanti, come il particolato fine e gli ossidi di azoto;

 

  • Infine, lo studio di coorte non esprime un nesso di causalità tra livelli di esposizione ed effetti sanitari. Parlare di associazione tra fattori di rischio ed effetti sulla salute è dunque fuorviante.

Come testimonia lo studio di coorte Epiair2 delle 25 città più industrializzate d’Italia, Brindisi risulta avere le minori concentrazioni di PM10. Rispetto al contesto italiano, la città pugliese, in termini di qualità dell’aria si colloca, insieme a Trieste, in una posizione favorevole nel panorama industriale del Paese. Inoltre, più di recente Brindisi si è piazzata al 4° posto, per la qualità dell’aria, nella classifica Icity rate 2017.

 

Infine, Enel Produzione sottolinea che, relativamente alla Centrale Federico II di Brindisi, nel corso degli anni è stata garantita la rispondenza alle normative di tutela ambientale sempre più stringenti, grazie a interventi di miglioramento continuo degli impianti finalizzati al contenimento/abbattimento delle emissioni. In poco più di 15 anni, è stato investito circa 1 miliardo di euro per garantire i più alti standard soprattutto in termini di protezione ambientale in base alle migliori tecnologie disponibili. Tali interventi continueranno anche nei prossimi anni: sono già previsti nel futuro quadriennio investimenti per più di 50 milioni di euro finalizzati a migliorare ulteriormente le performance ambientali dell’impianto.

 



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