“LA TEORIA DEI COLORI” SECONDO IL NUOVO PIANO SOSTA E’ LENTA: GLI STALLI ROSA CI SARANNO, MA SOLO 4 IN ZONA ROSSA – FOTO

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di Carmen Vesco

Sono sì previsti dal Nuovo Piano Sosta, ma solo 4 saranno in zona rossa e non sono ancora stati disegnati. I cittadini del Centro di Brindisi lanciano una denuncia via social network, su Facebook neanche a dirlo, lamentando un ennesimo atto di “distrazione” da parte della gestione commissariale del Comune di Brindisi, che stavolta sarebbe nei confronti delle signore, incinte per giunta. Al momento, infatti, non ci sono stalli rosa, ma solo perché non sono ancora stati disegnati. Cosa si aspetta non si sa, dato che il dettagliatissimo piano pubblicato sul sito del Comune li prevede. Sono 22 e sono distribuiti in tutta la città, zona rossa compresa anche se sono solo 4: 2 in via Filomeno Consiglio, nei pressi di Palazzo di Città, e 2 in via Rubini, nei pressi dell’Inps. Insomma, come previsto nei punti maggior attrazione e con la presenza di uffici pubblici. Gli altri 18 distribuiti nelle altre aree urbane come da foto.

La questione, piuttosto, attiene al comune senso civico dei cittadini. Perché? Perché in Italia, e si legga bene “in Italia” dato che non è così in altri Paesi d’Europa, gli stalli rosa non sono regolamentati dal Codice della Strada, il che vuol dire che sono, appunto, di “cortesia”. Vengono destinati dalle amministrazioni comunali alle donne in stato di gravidanza o con bambini, ma non c’è un vero e proprio regolamento e, pertanto, non sono soggetti a controlli e a sanzione per chi li occupa “irregolarmente”, e purtroppo è quasi sempre così. Non vi sono pass per le donne incinte, né un’età dei figli a seguito che faccia la differenza tra una mamma con neonato e passeggino e mamma che accompagna il figlio a scuola. Questo significa che se una persona dallo scarso senso civico decide di parcheggiare davanti Palazzo di Città in uno stallo rosa per andare a fare comodamente un aperitivo con gli amici nessuno la può multare. Può altresì, come è spesso capitato, nascere un alterco con qualche signora e compagno. Questo certo non giustifica il ritardo dell’amministrazione a disegnare le strisce in questione, ma in qualche modo probabilmente lascia intuire le motivazioni alla base delle scelte dei dirigenti comunali, incomprensibili agli occhi dei più. Allora è bene, per tutti, farsi un esame di coscienza e iniziare a riflettere sul fatto che il rispetto nei confronti del prossimo non dovrebbe avere bisogno di regole scritte ma, piuttosto, morali. Ed è dove non arriva il senso civico che, forse, le regole si fanno per tutti più “strette”.

 

 

 

 



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