L’AGORÀ DELLA SINISTRA: LA SITUAZIONE DELLA NOSTRA CITTÀ È PREOCCUPANTE

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La situazione della nostra Città appare sempre più preoccupante e la cittadinanza non riesce ad avere informazioni sia direttamente sia tramite le Organizzazioni che rappresentano settori importanti e trainanti della stessa o rappresentano sensibilità ben radicate.

Il nostro movimento politico  ha dovuto prendere da tempo le distanze dalla maggioranza che governa Brindisi per le autorefenzialità e l’incapacità di ascolto che in essa troppo spesso imperano.

Le preoccupazioni più volte manifestate si stanno , ahinoi, concretizzando:

  • avevamo fatto presente che il progetto di parziale internalizzazione del sistema esattoriale, accompagnato da una disarticolazione dei settori avrebbe incontrato difficoltà per le oggettive carenze di personale e professionalità all’interno della macchina comunale; oggi la realtà è ancora peggiore delle previsione ed i cittadini hanno mille difficoltà a rapportarsi con lo stesso servizio; inoltre temiamo che questo ritardo, queste disorganizzazioni anche logistiche comporteranno a breve carenze negli incassi come avevamo temuto agli inizi del 2020; e non parliamo delle difficoltà del personale addetto
  • Abbiamo più volte insistito affinché il Sindaco e l’Amministrazione si confrontassero con importanti Rappresentanti che operano nel territorio: dall’Autorità Portuale alle Associazioni degli imprenditori ai Sindacati alle Associazioni ambientaliste per avere un quadro completo delle aspettative, dei limiti di alcuni progetti e di alcune direzioni di marcia per lo sviluppo sociale ed economico ed occupazionale della città, specie quest’ultimo che è in picchiata, per tentare di fare sintesi costruttiva tra le necessità di sviluppo e di interventi strutturali necessari con le legittime tutele ambientali di una città martoriata: silenzio, e non vediamo nè tavoli con più soggetti nè programmazione ma solo spiccioli comunicati su iniziative sicuramente significative ma delle quali non si comprende la finalità in un progetto complessivo
  • Sul porto si sta consumando in città lo storico dibattito sulle sue potenzialità e sulle sue carenze; intanto ogni iniziativa concreta rimane congelata in un pantano dove ognuno dice la sua in una gara intellettuale molto stimolante ma che porta ad un assurdo immobilismo mentre intorno a noi si manifesta un proliferare di progetti, mentre la struttura e le dotazioni tecnologiche delle navi cambiano rapidamente, mentre le esigenze di sicurezza, di rapidità e funzionalità degli attracchi crescono e comportano investimenti, mentre le esigenze dei passeggeri cambiano; intanto troppi difendono lo status quo di un porto che muore e che presto potrebbe essere fuori ogni linea seria di movimentazione marittima; siamo ripiegati su noi stessi mentre il mondo corre e ci sopravanza
  • Sulle ristrutturazioni industriali con le loro ricadute occupazionali, di bonifiche , di una prospettiva diversa di sviluppo sembriamo alla finestra. 

La pandemia, i problemi di funzionalità causati dalla stessa, le priorità modificate in modo violento hanno avuto il loro peso ma la politica, anche quella amministrativa, deve avere la capacità di anticipare e guardare al dopo. Invece l’incapacità di dialogo, di ascolto, di costruzione collegiale diventano sempre più imperanti.

E noi perdiamo occasioni, professionalità, gli antichi entusiasmi in una parcellizzazione ormai asfissiante.

L’occasione per una verifica del percorso amministrativo , centrato su quanto fatto, su quanto  non fatto, su quanto c’è da fare è stata fatta saltare.

Speriamo che si rialzi la testa, si dia un colpo di reni e sicuramente non per fare solo qualche cambio di incarichi assessorili. 

O si ha il coraggio di una sfida alta, come quella per cui ci siamo battuti durante le ultime elezioni amministrative o quella maggioranza avrà la responsabilità di aver congelato la rinascita di Brindisi. 









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