MALASANITA’ – OCCORRE CAMBIARE PER SALVAGUARDARE LA SOSTENIBILITA’ DEL SSN

antonucci-giorgia.jpg

Ecco la nota dell’economista sanitario Giorgia Tedesco:

Un sistema professionale come quello medico, spesso minato dal rischio di indagini penali, con conseguenze anche in sede civile, rischia di generare negli operatori preoccupazioni tali da lavorare in un clima di tensione alla ricerca costante del giusto match tra cura efficace per il paziente e difesa personale e patrimoniale.
Spesso ne consegue una vera e propria ‘caccia alle streghe’ ancor prima che l’errore medico venga accertato.
L’opinione pubblica, oggi molto erudita, grazie all’effetto virale dei social media, tende spesso ad amplificare vicende di questo genere, trasformando, sic et sempliciter, gli ‘eroi in corsia’ in presunti colpevoli.
L’aumento esponenziale dei contenziosi legati alla responsabilità sanitaria nell’ultimo decennio ha visto sul ‘banco degli imputati’ molti medici.
Nasce da qui il fenomeno della ‘medicina difensiva’ che si manifesta allorché un medico prescriva esami diagnostici, trattamenti sanitari eccessivi e inutili o eviti pazienti complessi o procedure ad alto rischio al fine di ridurre la propria esposizione al contenzioso legale.
In questi anni, la medicina difensiva ha alzato in modo sostanziale l’asticella dei costi sanitari. Si stima che il fenomeno valga ogni anno 10 miliardi di euro, pari allo 0,75% del PIL. In particolare esso incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10,5% del totale (cfr Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari).
È indispensabile porre freno a questa emergenza e recuperare la relazione medico-paziente, in primis perché un medico angosciato dal rischio di controversie giudiziarie non svolge il proprio lavoro al meglio; inoltre, perché l’aumento non necessario di ricoveri, procedure diagnostiche e trattamenti provoca un incremento della spesa sanitaria a cui anche i cittadini sono chiamati a contribuire (sia attraverso la fiscalità generale che, in alcuni casi, attraverso il pagamento dei ticket).
Resta inteso che qualora dovesse verificarsi un caso di comprovata ‘malasanità’, il paziente avrà certamente diritto ad un giusto risarcimento, possibilmente in tempi brevi.
Allo stesso modo, al fine di prevenire l’errore medico, è necessario che la struttura ponga in essere strategie di ‘risk management’ e favorisca un ambiente di lavoro congruo a medici ed operatori sanitari (che non sono certamente deputati al trattamento di un bene di consumo qualsiasi!).
Il legislatore è intervenuto prevedendo maggiori tutele per i professionisti sanitari e coinvolgendo nella responsabilità anche la ‘struttura’ che per sua dotazione strutturale e tecnologica oltre che per l’organizzazione delle risorse umane, può essere parte determinante nell’esito dell’intervento terapeutico.
In questo senso, la struttura per sua responsabilità legislativa ed amministrativa, dovrebbe provvedere anche al rispetto dei requisiti di accreditamento, del giusto rapporto numerico tra personale sanitario e pazienti affidati, della gestione ottimale dei turni di lavoro, della dotazione essenziale per il personale, della gestione razionale dell’innovazione tecnologica.
Ci si chiede pertanto se la medicina difensiva sia riferibile unicamente ad un comportamento troppo prudenziale dei medici, alla necessità risarcitoria dei pazienti, piuttosto che alle conseguenze di scelte non sempre appropriate (o ad ogni modo soggette ad ampi margini interpretativi) del legislatore o addirittura dello Stato che attraverso i ‘suoi tecnici’ è ancora massimo esponente della sanità a tutti i livelli.
È necessario ristabilire oggi un equilibrio nella relazione medico-paziente, basato sulla fiducia, sul rispetto dei ruoli e su un maggior coinvolgimento del paziente stesso nel percorso di cura, senza però fornire alibi a lungaggini inutili, a spreco di danaro pubblico o ad azioni ostili che minaccino la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale già fortemente compromesso.
Credo sia una questione di opportunità per tutti gli attori coinvolti.

Giorgia Tedesco
Economista sanitario









Top