MAURIZIO BRUNO, FRANCAVILLA FONTANA, SU QUESTIONE ASI

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La questione Asi è per Francavilla Fontana talmente delicata che dispiace e meraviglia assistere a slogan dell’Amministrazione comunale, che non portando da nessuna parte restano appunto quello che sono: slogan.

 

L’idea ventilata dall’amministrazione De Nuzzo di far uscire il Comune di Francavilla Fontana, come socio, dal Consorzio Asi è proprio uno di quegli slogan che non solo fanno tanto fumo senza portare a nulla di concreto: ma hanno dei risvolti pure paradossali.

 

L’assessore Magliola, in particolare, dice: siccome l’area Asi del Comune di Francavilla è sottoposta a vincolo idrogeologico e quindi non si può costruire nulla, usciamo dall’Asi così almeno risparmiamo quei 40mila euro l’anno che paghiamo come soci.

 

Bene: la legge regionale del 2017 non prevede alcuna possibilità “di uscita” di un socio in quanto lo stesso, ai sensi dell’art 4, ha formalmente sottoscritto gli atti di adesione al Consorzio, cedendo la “sovranità urbanistica” dell’area di via San Vito al Consorzio stesso.

 

Quindi non solo non potremmo uscire dall’Asi dall’oggi al domani, ma “uscendo” – e qui sta il paradosso – non saremmo più “padroni” di quell’area, perché resterebbe nelle mani dell’Asi di Brindisi.

 

E noi perderemmo pure quella parte di “voce in capitolo” che abbiamo su quella porzione del nostro territorio.

 

Risultato: potremmo scordarci definitivamente di intervenire sul vincolo idrogeologico.

Passando così, con questo colpo di genio della nostra amministrazione, dalla padella alla brace.

Complimenti.

 

Detto questo, con tutte le criticità che riconosco (sarebbe sbagliato negarlo), appare davvero ingeneroso dire che il Consorzio Asi non abbia fatto nulla per la città.

 

Dimentica forse l’assessore Magliola che se la nostra Città è stata inserita nella Zona ZES lo deve proprio per l’attività svolta dal Presidente del Consorzio ASI (francavillese)?

Dimentica che se la Zona PIP sarà dotata a brevissimo di un sistema di video sorveglianza collegato con il Sistema Nazionale di Controllo Targhe e Transiti lo si deve sempre all’operato di questo Consorzio?

 

Ma soprattutto: perché mai, invece di pensare di chiudere il Consorzio, il nostro assessore non ci spiega come il suo assessorato non si è attivato per tempo per richiedere il contributo utile al finanziamento della progettazione per la mitigazione del rischio idrogeologico, che avrebbe permesso di mitigare fortemente l’attuale vincolo idrogeologico proprio insistente su quell’area?

 

Si preoccupa dei soldi che lui definisce “sprecati” per colpa del vincolo idrogeologico, e poi si perde il finanziamento per mitigare il vincolo idrogeologico?

 

Vogliamo una volta tanto parlare seriamente e concretamente dei problemi anziché produrre solo slogan e foto di gruppo sulle biciclette? Ci riescono a farla una cosa per Francavilla, si o no?









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