OSTUNI – PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PAOLO IANNONE NELLA BIBLIOTECA COMUNALE

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Presentazione del libro di Paolo Iannone all’auditorium “Prof. G. Semerano” della biblioteca comunale di Ostuni

L’avvocato Giorgio Nacci e il Comune di Ostuni organizzano un convegno sul tema della nuova responsabilità medica dopo la recente riforma Gelli-Bianco (legge 8 marzo 2017, n. 24). L’incontro formativo è previsto per la giornata di giovedì 16 novembre 2017, alle ore 16:30, presso l’auditorium “Prof. G. Semerano” della biblioteca comunale di Ostuni. Nell’ambito di un ampio pomeriggio di studio con saluti e presentazione a cura del Sindaco Dott. Gianfranco Coppola, nonché dell’avvocato Giorgio Nacci del Foro di Brindisi che porrà al Dott. Paolo Iannone (autore della monografia:“La responsabilità medica, tra orientamenti precedenti e nuove prospettive” Cacucci Editore) diverse questioni giuridiche in materia.

L’Autore Paolo Iannone ha portato avanti la sua tesi della responsabilità contrattuale in capo al medico dipendente della struttura ospedaliera, nel momento in cui il professionista disattenda la dichiarazione di volontà del paziente sottoscritta nel modulo del consenso informato. Sulla tematica, però, il giurista non si lascia eccessivamente trasportare dalla sua teoria innovativa, pur rimarcando la consapevolezza dei limiti imposti dal quinto comma dell’articolo 7 della riforma Gelli-Bianco che prevede, appunto, l’applicazione della responsabilità extracontrattuale in capo all’esercente la professione sanitaria, salvo che quest’ultimo non abbia stipulato un’obbligazione contrattuale con l’ammalato. D’altronde è lo stesso Autore a valutare la sua teoria ponendo numerosi dubbi, in quanto non ritiene possibile qualificare come contratto ogni fattispecie invocando, sempre e comunque, la responsabilità di cui all’articolo 1218 del codice civile, ma è altresì vero che lo schema normativo dell’articolo 2043 del codice civile rappresenta un “vestito” estremamente corto per il professionista sanitario, laddove l’assenza di un contratto non è in grado di neutralizzare la professionalità, secondo determinati standard accertati dall’ordinamento che qualifica l’opera del professionista intellettuale e che si traduce in obblighi di comportamento nei confronti di chi su tale professionalità ha riposto affidamento.



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