PORTO – BRINDISI HA BISOGNO DI INFRASTRUTTURE E DI MAGGIORE PROTAGONISMO IMPRENDITORIALE

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Le cronache delle ultime settimane ci riferiscono la effettiva ripartenza del porto di Taranto in relazione al traffico di containers. In quello scalo, infatti, non se ne vedeva neanche l’ombra da più di sette anni. A luglio, come è noto, è giunta in porto la prima nave feeder ed ha attraccato sul molo polisettoriale. Un fatto che ha riacceso le speranze dei tarantini di poter contare nuovamente sul porto per una ripresa economica ed occupazionale del territorio.

Molti probabilmente non sanno, però, che questo nuovo imponente investimento a Taranto porta la firma di un brindisino. Si tratta dell’imprenditore Carlo Carbone, il quale ha fatto conoscere la portualità pugliese ai turchi della Yilport Holding, il dodicesimo operatore portuale del mondo!

Per questo investimento (che potrebbe essere solo il primo nella nostra regione) il presidente del gruppo Robert Yuksel Yldirim ha scelto Taranto, realizzando un terminal portuale destinato proprio al traffico di containers, con un impiego di risorse superiore ai 480 milioni di euro.

Cosa manca a Brindisi per potersi riposizionare nelle mappe internazionali dello shipping e dei traffici commerciali? Apparentemente nulla.

L’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale ha più volte evidenziato la necessità di velocizzare gli iter burocratici per poter completare il potenziamento infrastrutturale e la possibilità di creare altre banchine anche in località Capo Bianco (dove fu realizzata una colmata per ospitare un rigassificatore) è molto più che un’ipotesi.

Un punto di partenza efficace potrebbe essere proprio quello di utilizzare le relazioni e l’esperienza internazionale maturata da brindisini come Carbone per attrarre nuovi investitori internazionali. Il tutto, con grandi benefici per tutti gli operatori portuali brindisini e per l’intera economia di settore.

(nella foto il Presidente dell’ADSP del mare Jonio Sergio Prete, il presidente del gruppo Yilport  Robert Yuksel Yldirim, l’ex ceo Cristian Blauert e l’imprenditore brindisino Carlo Carbone)









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