SAN PIETRO VERNOTICO: A OTTO ANNI DALLA SCOMPARSA DI DON PIETRO COCCIOLO, DOMENICA CELEBRAZIONE

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Il 18 settembre, ormai da otto anni, per la parrocchia San Giovanni Bosco ha un valore affettivo e spirituale.

Si ricorda la figura del primo parroco don Pietro Cocciolo a cui verrà dedicata e benedetta una statua domenica 23 Settembre al termine di una messa in suo suffragio celebrata dal suo successore don Alessandro Mele. Per sintetizzare ciò che lui è stato possiamo utilizzare le parole dell’Arcivescovo emerito mons. D’Ambrosio che ha voluto descriverlo come “sacerdote che ha fatto della sua vita un dono soprattutto per questa comunità che lui ha fatto nascere sia materialmente ma soprattutto spiritualmente cioè quella stessa comunità che ha trovato in lui un uomo disponibile all’ascolto capace di far vivere con la fretta che lo contraddistingueva tutti quanti. È grazie a questa sua vivacità che tante sue opere si sono realizzate.”

Don Pietro nasce a Torchiarolo il 24 giugno 1928 e venne ordinato presbitero il 14 giugno 1953.

Ha ricoperto numerosi incarichi: educatore presso il Seminario Vescovile, vicario parrocchiale presso la Matrice di Torchiarolo, viceparroco presso la Matrice di San Pietro Vernotico fino alla nomina di parroco nel 1974 della erigenda parrocchia intitolata a San Giovanni Bosco per volere di mons. Minerva. Durante questi anni spende tutte le sue forze per la costruzione dell’ edificio sacro, delle sale dell’oratorio e del grande teatro centro di aggregazione sociale e struttura come poche sul territorio.

Durante il suo ministero, inoltre, è stato docente e vicepreside dell’Istituto N. Valzani da lui fortemente desiderato e per diversi decenni cappellano dell’Ospedale “N. Melli”.

Nella sua azione pastorale ha sempre posto in primo piano i giovani, infatti diverse generazioni di ragazzi cresciuti con lui ancora oggi conservano un ricordo vivo e affettuoso.

Infine, a dimostrazione della sua vicinanza ai poveri e ai bisognosi è stato promotore di diverse cooperative sociali che combattevano la grossa piaga dell’usura.









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