SI È CONCLUSA A BRINDISI LA LUNGA TOURNÉE ITALIANA DI “VIVA LA GENTE, LIVE ON TOUR 2019

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Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ha ospitato la troupe di 120 persone, provenienti da 20 nazioni, che fanno parte di “Viva la Gente, Live on Tour 2019”. Con Brindisi, si è conclusa la lunga tournée italiana. Sono, ormai, più di 50 anni che i gruppi di Viva la Gente si esibiscono in giro per il mondo, riscuotendo, sempre, un enorme successo di pubblico. È un’organizzazione internazionale, apolitica, non religiosa, fondata nel 1965 negli Stati Uniti. Grande è stato l’impegno degli organizzatori che hanno fortemente voluto l’evento a Brindisi e la città è stata letteralmente coinvolta dall’entusiasmo di tutti questi giovani. Tante sono state le famiglie che si sono offerte di ospitarli, confermando la nota ospitalità dei brindisini. E, finalmente, è arrivato il giorno dello spettacolo. È importante il messaggio che questi giovani diffondono in giro per il mondo, perché i loro canti e balli focalizzano la speranza di un futuro migliore, basato su ideali di uguaglianza, superamento delle barriere che portano all’emarginazione, gioia di viaggiare, scoprire nuovi mondi e nuove culture. Sono stati eseguiti brani tipici di vari paesi, come l’India, l’Africa e altri e, durante le varie performance, sullo schermo, appariva la traduzione in italiano. Un omaggio anche all’Italia che, in questi mesi, li ha accolti con entusiasmo, con alcune canzoni famose. Tanti sono stati gli applausi e, sicuramente, i brindisini conserveranno un ricordo indelebile dell’allegra carovana che ha invaso la città. L’impegno di questi giovani è stato contagioso e anche le loro “incursioni nelle scuole”, sono state molto importanti per la condivisione del loro progetto. Sono stati necessari mesi di preparazione affinché tutto fosse organizzato alla perfezione e i risultati hanno soddisfatto tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della tappa brindisina. Anche dal punto di vista linguistico, questi giorni hanno costituito un arricchimento per tutti, perché l’inglese è stata la lingua usata per comunicare e questa “full immersion in English” è stata molto importante. Questi giovani hanno dimostrato come il mondo possa dialogare in modo più fiducioso e pacifico. Anna Consales

 

 









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