SILENZIO SU CALA MATERDOMINI, TRA INEFFICIENZE E ASSURDI VINCOLI AUTORIZZATIVI…

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Quella di Cala Materdomini è una delle questioni che dovrebbero far arrossire più di qualcuno all’interno delle macchine burocratiche su cui si reggono enti e ministeri.

Per anni quella cala ha ospitato lo stabilimento balneare degli ufficiali di Marina. Un’area inaccessibile ai cittadini, circondata da una recinzione con i soliti cartelli che offendono l’intelligenza della gente: “limite invalicabile – vigilanza armata”. Uno dei tanti privilegi del demanio militare che ha consentito (e continua a farlo) che normali stabilimenti balneari rappresentino un’oasi in cui si può fare di tutto (anche un uso spropositato di cemento) per il sol fatto che sfuggono a qualsiasi regola in quanto considerate aree di esercitazione militare.

Poi quel lido è stato abbandonato e fu l’Amministrazione Consales a strapparne la titolarietà al Demanio per poi candidarsi ad un finanziamento pubblico per il suo riutilizzo. Il progetto fu presentato nel dicembre del 2014 dall’ex sindaco Consales e dall’assessore all’Urbanistica dell’epoca Pasquale Luperti. A Brindisi, insomma, il Comune aveva pensato di realizzare la prima spiaggia pubblica, peraltro a poca distanza dalla città!

Un sogno che si avverava. Partì il lungo iter autorizzativo che si è concluso nel 2018 con la firma del contratto da parte della ditta Carparelli, vincitrice della gara d’appalto.

I lavori si sarebbero dovuti concludere nel giro di pochi mesi e invece sono già trascorsi due anni e il cantiere è fermo da luglio del 2018. Ci si è impantanati nelle lentezze della burocrazia e nei vincoli dell’Ispra che adesso richiede anche carotaggi in mare. L’ultima nota del Comune risale alla scorsa primavera, quando si disse che i campionamenti richiesti da Ispra si sarebbero conclusi entro l’estate. Adesso ci troviamo in inverno inoltrato ed è ancora tutto fermo. Non si capisce il motivo di tanto ritardo, così come non si capisce la ragione per cui non vengono completati quantomeno i lavori a terra, con la realizzazione delle strutture ricettive inserite nel progetto. Ed è grave anche il fatto che non sia stata annullata la decisione del commissario prefettizio Giuffrè con cui si stabiliva che la concessione a terzi delle stesse strutture ricettive avrebbe comportato la possibilità di sistemare ombrelloni e lettini. Tutto questo cancella l’idea di far rimanere pubblica quella spiaggia e cioè anche alla portata di chi non può permettersi il noleggio di lettini e ombrellone.

Ma ormai di Cala Materdomini non se ne parla più. E i cittadini aspettano inutilmente…

 









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