UDC – CHI VUOLE PRIVATIZZARE AREE E BANCHINE DI COSTA MORENA?

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Chi vuole privatizzare aree e banchine di Costa Morena?

 Brindisi 4.02.2021. L’occasione fornita dalla notizia ufficiale dell’approvazione perimetrale della Zona Doganale Interclusa (ZFD) da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in seno all’area portuale di Brindisi, denominata ‘Capobianco’, ci consente di evidenziare ancora una volta le contraddizioni registrate in alcune dichiarazioni sull’argomento e in particolare da parte di alcune forze politiche brindisine. Infatti, se da un lato il PD ne condivide l’approvazione, dall’altro, con il proprio comunicato, spinge per altre zone come quella di Costa Morena.

Infatti, nel comunicato si legge: “… Riteniamo altrettanto prioritaria e urgente la piena definizione della strategia della zona franca doganale interclusa di Brindisi così come stabilito nei diversi incontri del comitato d’indirizzo intercorsi in questi mesi, come la perimetrazione delle altre aree individuate quali le banchine di Costa Morena e la corrispondente area retroportuale che, essendo già infrastrutturate e disponibili, possono rappresentare un immediato riscontro per l’attrazione degli investimenti e il rilancio economico della città.” A parte il fatto che sembrano parole più di “opposizione” al governo cittadino, anche se si vorrebbe indirizzarle all’AdSPMAM,  non si comprende la confusione che ne esprime tra ‘zona franca’, ‘zona doganale interclusa’e ‘zona economica speciale’.

Per legge il Comitato d’indirizzo Zes propone un’istituzione di una zona franca: ora la zona di Capobianco è stata candidata a zona franca perchè risponde ai requisiti del Regolamento Ue  e cioè, titolarità delle aree, esistenza di una recinzione, vigilanza, programma di sviluppo e sistema di amministrazione del flusso delle merci che prevenga frodi comunitarie; l’AdSP propone e l’Agenzia delle  Dogane e dei Monopoli approva. Altri siti non sono stati candidati perché non candidabili. La notizia di Capobianco, come zona franca, per noi, dell’UDC, è pienamente condivisibile e scelta opportuna, perché libera da conflitti d’interesse relativi a traffici marittimi.

Le Zone Doganali intercluse, lo ricordiamo, hanno bisogno di una fattiva collaborazione tra pubblico e privato, se effettivamente  si vuole uno sviluppo dell’economia del nostro territorio; non bastano solo le parole di un comunicato per evidenziare una sparuta e artificiosa volontà di sviluppo; occorrono i fatti! Brindisi li aspetta da più di due anni, da quando è nata questa amministrazione sostenuta dal PD.

Le ZFD sono strumento importante di politica di sviluppo -non va confuso con le ZES – d’internazionalizzazione, in grado di generare, in maniera sostenibile, numerosi nuovi posti di lavoro. Opportunità di crescita e di sviluppo anche per tutto il Salento e occasione di interlocuzione da parte di tutti gli enti coinvolti. La ZFD favorisce gli investimenti e benefici che si aggiungono a quelli delle ZES. Ora contrapporre – idealmente o riproporre per il futuro – Costa Morena alla zona di Capobianco significa ancora una volta allungare strumentalmente i tempi di realizzazione. Oppure, con tali argomentazioni, come si afferma nel comunicato del PD cittadino, si vuole privatizzare aree e banchine di Costa Morena, alterandone la funzione pubblica? Invece di esprimersi per ‘comunicati’ il PD farebbe bene a farsi promotore e invitare il Sindaco a predisporre atti per agevolare l’insediamento di imprese che vorrebbero investire nella zona franca di Capobianco. Il compito di completare una ZFD e renderla produttiva spetta ad altri, Comune capoluogo compreso; come alla Regione spetta di collaborare da subito con il Ministero delle Finanze di aprire snodi logistici dei magazzini doganali, rendendo la zona franca di Capobianco un hub di sviluppo economico e sociale.

Direttivo UDC









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