UN GRANDE TERMINALISTA PER CROCIERE A TARANTO. MENTRE BRINDISI DORME…

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L’aumento degli approdi di navi da crociera nel porto di Brindisi per il 2020 va certamente salutato come un fatto positivo, ma le notizie che giugnono da Taranto fanno riflettere sulle grandi opportunità che lo scalo brindisino perde giorno dopo giorno.

Nella città jonica, infatti, dopo l’insediamento del gruppo turco “Yilport” sulle banchine del porto, un altro colosso di quel paese (Global Ports Holding) ha praticamente scelto di realizzare un terminal per crociere. Del resto, non sarebbe il primo in Italia da parte dello stesso gruppo, visto che è già presente a Cagliari, a Catania e, con una quota, anche a Venezia.

L’obiettivo è di ottenere per 20 anni la gestione di edifici, attrezzature e banchine (senza regime di esclusività) del Molo di San Cataldo, realizzando anche una tensostruttura d’accoglienza.

E’ facile intuire che lo sbarco a Taranto di uno dei più importanti terminalisti del mondo comporterebbe lo sviluppo di una traffico crocieristico ben diverso da quello di Brindisi. Qui da noi, infatti, le navi arrivano e ripartono nel giro di poche ore, mentre far partire le crociere da un porto (disponendo di banchine e strutture dedicate) determina vantaggi ben più evidenti per l’economia portuale e cittadina.

A giudicare dalle notizie che circolano, tra l’altro, la concessione richiesta dal terminalista turco è cosa ben diversa rispetto a quella che anni fa ha tentato di ottenere a Brindisi la Grimaldi. In quel caso, infatti, si sarebbero create le condizioni per un monopolio, atteso che sarebbero state consegnate alla stessa Grimaldi tutte le banchine disponibili. A Taranto, invece, la proposta di concessione arriva da un terminalista puro che, pertanto, ha tutto l’interesse a calamitare le attenzioni di tutte le maggiori compagnie di navigazione nel settore delle crociere.

Perché Taranto e non Brindisi? I motivi non sono noti. Un dato è certo: il nostro scalo paga un ritardo infrastrutturale, frutto di troppe indecisioni, di troppi intoppi burocratici e di un evidente distacco di chi amministra la città rispetto ai reali interessi dell’economia del mare.

Situazioni, queste, che alla lunga comportano forti penalizzazioni nella capacità di attrarre traffici. Ed i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti…

 









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