VICENDA MONTECO – I TANTI DUBBI NON RISOLTI DALLA DETERMINA DEL DIRIGENTE…

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La vicenda relativa alla partecipazione della ditta Monteco alla gara d’appalto per la gestione biennale del servizio di raccolta di rifiuti nella città di Brindisi si è chiusa con la determina del dirigente comunale ing. Franceco Corvace il quale, nelle sue funzioni dui RUP della stessa gara, ha decretato l’esclusione della Monteco. Insomma, il dirigente è tornato sui suoi passi dopo aver verificato che la Monteco aveva una posizione tributaria debitoria nei confronti del Comune relativa alla TARI del 2013 (poco più di 20.000 euro) e di una contravvenzione al Codice della strada (circa 600 euro). Il fatto grave, secondo l’ing. Corvace, è che la Monteco, in sede di gara, non ha lasciato emergere alcuna pendenza tributaria. Da qui l’esclusione. Sorprende, in ogni caso, il fatto che il provvedimento del dirigente si sia basato solo ed esclusivamente su tali elementi, trascurando questioni altrettanto rilevanti.

Riguardando la documentazione relativa al rapporto intercorso (fino al 2014) tra il Comune di Brindisi e la Monteco si evidenziano problemi che proprio il Comune ha contestato formalmente alla ditta. E’ il caso, ad esempio, della determina dirigenziale n. 5874/12 con cui, nell’ambito di una rendicontazione del servizio, furono evidenziate inadempienze contrattuali. Così come di una successiva relazione del comando della Polizia Municipale relativa ai mezzi impiegati per lo svolgimento del servizio (giudicati di numero inferiore e non rispondenti a quanto previsto nel capitolato).

Il tutto, sino a giungere al 13 marzo del 2014, quando il sindaco dell’epoca emise una ordinanza sindacale (9/14) in cui si affermava di non voler concedere ulteriori proroghe alla Monteco anche in virtù del fatto che la stessa non era in possesso di una sede operativa munita di certificato di agibilità, come prescritto nel capitolato d’appalto.

Ne nacque una lunga battaglia legale (con ricorsi al Tar), conclusasi a luglio dello stesso anno con un pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato in favore del Comune di Brindisi (con condanna per Monteco al pagamento delle spese legali).

E sempre il Consiglio di Stato, due anni prima, aveva dato ragione al Comune di Brindisi, autorizzando lo stesso Ente ad incamerare una cauzione di 300.000 euro per la mancata firma di un contratto della Monteco (decise di non sottoscrivere il contratto relativo alla gara d’appalto del Comune di Brindisi).

A tutto questo, si aggiungono anche le perplessità evidenziate dall’ufficio legale del Comune in un parere richiesto prtoprio dall’ing. Corvace. C’è il rischio, da quanto si legge, che esistano altre posizioni debitorie di Monteco nei confronti del Comune. Il tutto, nonostante siano trascorsi piùà di cinque anni dalla interruzione definitiva del rapporto.

Per tutte queste ragioni (che, a quanto pare, sono state anche oggetto di una denuncia fatta pervenire al sindaco di Brindisi, così come alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica) risulta incomprensibile la scelta dell’ing. Corvace di stabilire l’esclusione di Monteco dalla gara attuale solo per il mancato pagamento della Tari del 2013.

Una scelta che, proprio per questo, potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti.









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