Condividiamo la denuncia di una cittadina che, attraverso Facebook, ha segnalato la questione mai risolta a Brindisi dei Centri impiego, nonostante le battaglie dei sindacati già a ottobre dello scorso anno, che incontrarono il prefetto. Ma come, purtroppo, previsto nulla è cambiato. Ecco come andò a finire a ottobre del 2018: “L’assessore regionale al lavoro Sebastiano Leo ha ribadito al prefetto l’impossibilità di impiegare i lavoratori della Santa Teresa e che la competenza dei Centri impiego è del Governo”.
Oggi una nuova storia di vergogna raccontata da una cittadina di Brindisi che da tempo vive a Milano e che per avere due documenti ha dovuto, come moltissimi altri, subire notti insonni e ore di fila davanti al Centro impiego a Brindisi.
“Non vi abituate” è il suo monito.
“Ore 1:30 Brindisi Centro impiego
Vi racconto una storia che sa di medioevo.
Lo scorso ottobre, avendo bisogno di un documento per il lavoro, mi sono rivolta all’ufficio di collocamento di Brindisi. Una volta arrivata mi accorgo che la fila è chilometrica e mi informano che a causa della chiusura di alcuni centri impiego della provincia di Brindisi la situazione è ingestibile da giorni e che per ottenere il documento di cui ho bisogno devo arrivare almeno intorno alle tre di notte e scrivere a penna il mio nome in una lista creata su un foglietto da qualche “eroe” che mi ha preceduto.
Da Milanese/ Pugliese imbruttita mi indigno per la situazione e mi rivolgo immediatamente al comune di Brindisi.
Mi viene detto che questo problema dipende dalla regione Puglia e che a breve saranno presi provvedimenti.
Ancora perplessa mi rassegno “come tutti gli altri” e mi metto in coda alle 5 del mattino e rientro nella lista dei primi 40 per un pelo. Trascorro le seguenti 9 ore lì e faccio anche un sacco di amicizie. Ma che bello!!!
Passano otto mesi. E io vivo serena in quel di Milano pensando che la situazione da terzo mondo nella Puglia dal mare caraibico e dalla vita invidiabile dai “nostri cari turisti” si sia risolta.
Giugno 2019 eccomi di nuovo qui, la storia si ripete. Rientro a Brindisi e avendo bisogno dell”ennesimo documento i miei concittadini mi informano che non è cambiato nulla. Ma arriva una buona notizia dal mio consulente del lavoro: “Francesca puoi richiedere questi documenti inviando semplicemente una e-mail”
Wow sono commossa! Passano 24 ore e ricevo una e-mail che mi informa che ahimè mi vogliono li di persona. La consulente scherzava?
La foto allegata riassume la situazione ma non del tutto,
il personale scarseggia e c’è gente che fa la coda tutta una notte per poi scoprire che “i terminali oggi non funzionano”.
Molti arrivano dalla provincia di Brindisi e sono molto più adulti di me.
La lista viene consegnata al vigilante che annuncia quanti fortunati utenti possono avere accesso agli uffici.
Il numero varia ogni giorno in base a non dichiarate modalità. Alle volte 30 alle volte 40.
La cosa che mi indigna e che trovo più assurda è che ormai tutto questo è diventato normalità.
Io non posso credere che in sette mesi non si sia trovata una soluzione. E non posso credere che in una regione cosi all’avanguardia su tante cose poi si trascuri la cosa più importante, la DIGNITA’ DEL CITTADINO perché è di questo che stiamo parlando.
Forse dovrei chiamare Helen Mirren per sensibilizzare chi di dovere?
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Grazie!
Nb: Il ragazzo che ha scattato questa foto deve rifare la coda da zero solo perché ieri non sono riusciti a consegnarli il foglio di cui aveva bisogno. Non gli è stata neanche data la priorità.
#regionepuglia #brindisi