FA RAPINARE A CASA DEL PENSIONATO DOVE LA MADRE E’ BADANTE: IN DUE INCHIODATI DALLE INTERCETTAZIONI

Due badanti per una donna in coma vegetativo, il figlio di una di queste approfitta del fatto che la madre ha le chiavi e le cede a dei complici che materialmente commettono la rapina, sotto la minaccia di armi. Dopo un anno di indagini, grazie alle intercettazioni delle conversazioni tra i vari protagonisti della vicenda, madre e figlio e la moglie di questi, gli inquirenti acquisiscono sufficienti prove per inchiodare Giovanni Nacci di 34 anni di Brindisi e Fabrizio Bianco, coetaneo. Il primo ha fornito le chiavi a due complici, di cui solo uno è stato identificato in Fabrizio Bianco mentre l’altro è ancora ricercato, che poi si sono introdotti nell’abitazione dei Tormene, rapinando l’anziano padrone di casa e la badante presente. Determinante per inchiodarli è stata la versione dei fatti della badante, Vittoria Costantini, che ha descritto i due rapinatori nei dettagli e ha riferito chi fosse, oltre lei, la seconda persona a possedere copia delle chiavi di casa: ovvero la badante che frequentava casa Tormene nei weekend, la madre dell’arrestato Da qui sono partite le indagini che hanno portato alle successive intercettazioni telefoniche e ambientali principalmente concentrate sulla famiglia Nacci.

Indagini che hanno portato i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi, lo scorso 26 gennaio, a trarre in arresto Antonio Fabrizio Bianco, già ristretto presso la casa circondariale di Brindisi, e Giovanni Nacci, entrambi colpiti da una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi.

I due sono stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con un terzo complice tuttora ricercato, della rapina.Giovanni Nacci, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso proprio la sua abitazione in regime di arresti domiciliari. Fabrizio Bianco, invece, pluripregiudicato, era già stato arrestato giorni fa per furto aggravato e possesso di armi dagli agenti delle Volanti della Questura di Brindisi, e quindi resta nella casa circondariale di Brindisi.

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