Dichiarazione del Segretario Generale, Michele Tamburrano
e dell’operatore territoriale Brindisi Fim Cisl, Celestino Bruni.
GRUPPO DEMA-DAR-DCM: «Dal piano industriale di DEMA tagli inaccettabili per il
territorio brindisino. È arrivato il momento di una vera coesione territoriale e
regionale a salvaguardia di 150 famiglie».
«L’ennesimo scempio ai danni del territorio brindisino». Così la Fim Cisl Taranto
Brindisi, attraverso Michele Tamburrano e Celestino Bruni, all’indomani delle notizie apprese
(nella giornata martedì 4 luglio), circa i dettagli del piano concordatario presentato da parte
del gruppo DEMA al Tribunale di Napoli. «Purtroppo – attaccano segretario generale e
operatore territoriale – quello che più volte abbiamo denunciato si è concretizzato. Dietro un
silenzio che si faceva sempre più assordante, si stava consumando l’ennesimo disastro socio
economico ai danni di questo territorio».
Per la Fim Cisl, il piano industriale ripercorre ad arte le motivazioni della crisi con
tanto di numeri relativi a produzione e conto economico, previsioni future e relative azioni da
mettere in atto. Traspare chiaramente la decisione scellerata di ridimensionamento del
gruppo, che prevede la chiusura dello Stabilimento DEMA di Brindisi e una probabile cessione
di quello di DAR, per la quale non vi è nessuna rassicurazione formale del mantenimento dei
livelli occupazionali. Risultato? 150 famiglie del territorio brindisino si trovano a vivere una
situazione angosciante.
«Per noi, per i lavoratori e per l’intero territorio questo non è accettabile. Appare
palese – aggiungono – che l’obiettivo della proprietà è quello di produrre un piano che possa
trovare l’accoglimento dei creditori ma questo non può e non deve essere fatto sulla pelle dei
lavoratori. Il piano industriale, a nostro avviso, si presenta lacunoso e con un’infinità di
inesattezze perché le motivazioni della crisi non possono essere solo addotte al covid o alla
guerra ma risiedono in una gestione fallimentare durata anni. Una gestione che è stata capace
di dilapidare 120 milioni di euro e la responsabilità di questo è da ricercare soprattutto in
capo al fondo finanziario proprietario del gruppo che non ha vigilato a dovere. L’unica cosa
certa è che la crisi non è da imputare alle maestranze».
È vero, l’Italia è il paese dove tutto può accadere ma è paradossale che la proprietà
prima sperpera un’infinità di denaro, compreso quello pubblico, per poi rivolgersi per
l’ennesima volta al tribunale di Napoli per concordare una riduzione dei propri debiti e il tutto
si risolve con un colpo di spugna e con un taglio occupazionale massiccio.
Secondo i metalmeccanici della Cisl, non è possibile che, in un mercato come quello
aerospaziale, che vede una crescita significativa in ogni suo settore per i prossimi venti anni,
l’unica azienda che non riesce a programmare un futuro senza tagliare sul personale è la
DEMA. A qualcuno piace vincere facile perché sicuramente è più facile chiudere che fare
l’imprenditore.
«Oggi la priorità delle istituzioni partendo dal sindaco di Brindisi, passando dalla
Regione Puglia, fino ad arrivare al Mimit deve essere la salvaguardia dell’occupazione. Il
nostro territorio – osservano Tamburrano e Bruni – non può permettersi, ancora una volta, di
assistere inerme ad una perdita di posti di lavoro e di conseguente professionalità in un
settore, quello dell’aerospazio, che rappresenta il fiore all’occhiello e del quale ci fregiamo di
avere creato un “distretto”. Continuiamo a denunciare la mancanza di confronto serio e
costruttivo da parte aziendale e a ribadire che non possiamo accettare nessun piano che non
preveda la centralità dei siti brindisini e la piena saturazione delle maestranze ad oggi in
carico. Questo pensiero lo abbiamo già condiviso con le altre organizzazioni sindacali e con le
forze politiche di tutti gli schieramenti, sia territoriali che regionali, alle quali facciamo
nuovamente appello affinché si facciano parte attiva nel portare il problema alle istituzioni
nazionali. La perdita di un solo posto di lavoro è un fallimento dell’intero territorio. Con Fiom
e Uilm – concludono – abbiamo già fatto richiesta di incontro alla Regione Puglia e al Sindaco
di Brindisi per mettere in campo da subito tutte le azioni necessarie».