Prestazioni aggiuntive e abbattimento liste d’attesa
Dopo le ultime dichiarazioni pubbliche del Governatore neo-insediato onorevole Decaro, a cui facciamo un augurio di buon lavoro, non possiamo non intervenire in merito a quanto annunciato.
Il problema delle liste d’attesa è inveterato, atavico e decisamente impattante sulle vite dei cittadini pugliesi e, per quel che ci riguarda, di quelli brindisini. Secondo quanto annunciato dal Governatore, per migliorare la fruizione delle prestazioni da parte dell’utenza, si farà ricorso a ogni istituto contrattuale e organizzativo, sia ordinario che straordinario (come prolungamento orario o prestazioni aggiuntive). Sicuramente sono parole dette con cognizione di causa e conoscenza della materia, ma non ci aspettavamo niente di diverso.
Ci sentiamo però di rilevare che queste soluzioni devono essere subordinate a una serie di aggiustamenti a monte che finora non hanno trovato nessun riscontro. Nella nostra ASL è nota la carenza di personale della maggior parte delle branche e già adesso, mentre scriviamo, l’attività istituzionale, regolare, è tenuta insieme grazie al ricorso di prestazioni aggiuntive.
Ma purtroppo c’è ben altro che bolle in pentola.
In quanto organizzazioni sindacali rileviamo puntualmente un reiterato comportamento ingiustificato da parte dei vertici amministrativi che più e più volte hanno agito lontano dalle norme comportamentali e contrattuali previste. Da anni ormai chiediamo che venga istituito il Piano delle Emergenze Ospedaliero, documento fondamentale per tenere sotto controllo l’intera organizzazione della rete ospedaliera brindisina. Per chi non ne fosse avvezzo, nel Piano delle Emergenze Ospedaliero sono riconosciuti e certificati tutti quei reparti e quei servizi che lavorano H24, quelli che svolgono solo attività diurna e quelli che invece si occupano di prestazioni esclusivamente ambulatoriali. Inoltre, nel Piano sono anche previste tutte gli aggiustamenti da fare a seguito di “emergenze” di personale: dove prevedere guardie interdipartimentali, dove preferire la pronta disponibilità e tutto quello che ne deriva.
Senza questo punto di inizio, che potrebbe essere la fotografia ideale dell’intera ASL Brindisi, come è possibile individuare quei reparti che possono avvalersi del prolungamento orario? E quelli che potrebbero svolgere ulteriori prestazioni aggiuntive?
In un sistema che è orbo e monco fin dall’inizio, la programmazione e soprattutto la verifica di quanto programmato diventano pressoché impossibili o addirittura fuorvianti perché possono portare a una raccolta di dati sbagliati che a loro volta porterebbe a conclusioni nefaste.
Per citare l’ultima manovra in ordine di tempo, basti guardare al futuro delle prestazioni di radiologia nei nostri ospedali. A fronte di una carenza di personale nel nosocomio di Francavilla Fontana, l’unica soluzione trovata e messa in atto è stata quella di sottoscrivere una convenzione con la ASL di Lecce. L’aspetto sconvolgente è che questa operazione è stata “trumpianamente” svolta di notte, senza che fossero coinvolti i medici del Perrino in prestazione aggiuntiva e senza l’auspicabile confronto con noi organizzazioni sindacali.
Potremmo anche sottolineare sommessamente che una tale convenzione sarebbe stata più proficua, per il bene dei pazienti e per la logistica in generale, se fosse stata attuata con il servizio di radiologia interventistica.
Da parte nostra, in qualità di organizzazioni sindacali, abbiamo sempre mostrato il massimo spirito di collaborazione con i vertici aziendali e ogni volta che abbiamo alzato la voce è stato solo perché dall’altra parte c’erano dei sordi che non volevano sentire. Le nostre ragioni sono sempre state dalla parte del cittadino che deve usufruire di un servizio sanitario sempre pronto ad accoglierlo nelle tempistiche più brevi possibili e con il massimo dell’efficienza e dell’efficacia.
Per noi oggi non è cambiato nulla. Continuiamo a svolgere il nostro lavoro con questo fine, ma allo stesso tempo, ci guardiamo intorno e constatiamo che anche dall’altra parte non è cambiato nulla: stesso atteggiamento e stessi comportamenti.
Se davvero c’è volontà a portare un cambiamento, allora tutto deve iniziare dall’alto, e poi travolgere quelli che stanno più in basso nella gerarchia. Non possiamo sopportare che tutto l’onere evolutivo del sistema sanitario regionale paventato (e auspicato) dal nuovo Governatore ricada sempre e solo sulle ultime ruote del carro, coloro che finora tra sacrifici e sudore hanno “mandato avanti la baracca”.
Rappresentante Aziendale AAROI-EMAC dr Fabrizio Picoco
Vice segretario Vicario Federazione CIMO-FESMED dr Pierpaolo Peluso
Rappresentante Aziendale ANAAO-ASSOMED dr Salvatore Minniti