Evolio – Orgoglio pugliese a metà. Ma c’è chi muore di xylella

Anche quest’anno il Comune di Carovigno parteciperà ad EVOLIO Expo, per la seconda edizione,
in programma a Bari il 29, 30 e 31 gennaio. Bene. Ma Carovigno non è solo stand, degustazioni e
slogan, Carovigno è fatta anche di aziende distrutte, di oliveti abbandonati, di famiglie che hanno
perso tutto.
A nome del Comitato Agricoltori Uniti e di tutti gli agricoltori che quotidianamente resistono su
questo territorio, vogliamo innanzitutto dire con chiarezza che siamo contenti che anche quest’anno
si ripeta la fiera dell’olio a Bari. EVOLIO rappresenta senza dubbio un vanto pugliese, un evento di
rilievo internazionale che racconta l’eccellenza del nostro olio e la storia millenaria della nostra terra.
Tuttavia, non possiamo più limitarci agli applausi e alle celebrazioni.
Mentre si brinda all’olio pugliese nei padiglioni della Fiera del Levante, la politica continua a
dimenticare intere aree agricole infettate dalla Xylella, territori dove non c’è più nulla da raccogliere,
dove gli ulivi sono diventati scheletri e gli agricoltori sono stati lasciati soli. A Carovigno, come in
gran parte del Salento, gli agricoltori sono allo stremo, schiacciati da anni di promesse non mantenute,
ristori insufficienti, burocrazia e totale assenza di una strategia concreta di rigenerazione agricola.
Ci chiediamo quindi, perché non coniugare l’orgoglio della nostra terra con una vera lotta per quei
terreni dove oggi non cresce più nulla? Perché non portare EVOLIO anche come momento di verità,
di confronto reale con chi vive ogni giorno le conseguenze della Xylella, invece di raccontare solo
una Puglia che va bene? Per il 2025 si parla di ripresa, di annata di carica, di stime in crescita, di
ottimismo trainato dal Sud Italia. Ma qualcuno ha davvero parlato con i frantoi? Qualcuno ha
ascoltato chi conferisce le olive, chi vede aumentare i costi e diminuire i margini, chi fatica persino a
trovare manodopera? Perché non si parla di molte aziende che non esistono più, della produzione che
non ha mai raggiunto i livelli pre – Xylella e che, dietro le percentuali, c’è un mondo agricolo che
sopravvive a fatica tra mosca olearia, cambiamenti climatici, costi fuori controllo e totale carenza di
visione politica. Non siamo contro le fiere, non siamo contro la promozione.
Siamo contro l’ipocrisia di chi celebra mentre ignora. Se davvero vogliamo difendere l’olio pugliese,
dobbiamo prima difendere la terra e chi la lavora. Senza agricoltori non esiste olio, non esiste fiera,
non esiste futuro. E questo, a Bari come a Carovigno, qualcuno dovrebbe iniziare finalmente a dirlo
ad alta voce.
COMITATO AGRICOLTORI UNITI

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