Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Presidente,
sono una donna, mamma e professionista di 49 anni di Brindisi e come me immagino ce ne siano tante; purtroppo da un mese a questa parte, mi sono dovuta scontrare e ho toccato con mano quella che è la dura realta’ di chi affronta un tumore al seno in prima persona. Come tante donne sono andata a fare a fine ottobre, una visita senologica ed ecomammaria, ovviamente privatamente, perché in convenzione non c’è nessuna agenda disponibile; da quel giorno la vita mi è cambiata, è arrivata una diagnosi che nessuna donna vorrebbe mai sentire: tumore maligno al seno.
Da lì in poi, la mia storia è diventata anche la storia di una sanità che, quando riesce ad attivarsi, sa essere competente e tempestiva, con l’ ingresso nelle agende della Senologia dell’Ospedale Perrino, a cui rivolgo i miei personali complimenti, per la velocità e l’accuratezza della diagnosi e successivo intervento eseguito l’11 dicembre 2025; adesso sono in attesa di visita oncologica e successiva radioterapia, ma quello è un altro capitolo.
Non scrivo questa lettera per raccontare una sofferenza personale.
Un’esperienza che mi ha portata a riflettere sull’importanza fondamentale della prevenzione e della diagnosi precoce, strumenti che possono davvero fare la differenza tra la vita e la morte.
La mia lettera nasce dalla constatazione che in Puglia esiste una legge regionale – la n. 1 del 2 febbraio 2022 – che prevede misure di potenziamento dello screening mammografico per le donne nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 74 anni. Tuttavia, per quanto mi risulta, tale norma non è stata ancora pienamente applicata: attualmente, infatti, i programmi di screening continuano a coinvolgere soltanto le donne tra i 50 e i 69 anni.
Presidente, la mia domanda è semplice ma profonda:
perché una legge che tutela la salute e la vita delle donne non è ancora diventata pienamente operativa?
Alla luce della mia esperienza personale e di quella di tante altre donne che affrontano quotidianamente percorsi simili, domando se sia possibile potenziare le risorse, gli strumenti e l’organizzazione sanitaria affinché quanto previsto dalla legge regionale venga finalmente messo in pratica, così come stabilito dal decreto, garantendo a tutte le pugliesi il diritto alla prevenzione e alla diagnosi tempestiva.
Confido nella Sua attenzione verso un tema che riguarda la salute pubblica, la dignità delle donne e il futuro delle famiglie della nostra regione.
Credo nella Sua sensibilità e nel Suo impegno, certo che la politica, quando ascolta storie vere, può trasformarsi in azione concreta.
Lo chiedo perché la prevenzione non è un costo, ma una scelta di civiltà.
RingraziandoLa per l’ascolto, resto fiduciosa in un Suo riscontro e in un concreto impegno istituzionale.
Con rispetto,
Firma Dott.ssa Francesca Rampino
Città Brindisi