Comunicato stampa di Fabiano Amati, promotore della legge regionale sulle internalizzazioni del Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica e delle tre RSA gestite dalla SGAS.
“Nella foga di offendermi, per curare il bruciore inflitto dalla Corte costituzionale prima sul Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica e, venerdì scorso, sulle tre RSA di Campi Salentina, San Nicandro Garganico e Troia, la famiglia Angelucci finisce per confessare il proprio ruolo di amministratore di fatto della Fondazione San Raffaele e della SGAS, nonché di direttore di fatto de Il Giornale, Libero e Il Tempo.
Quali sarebbero altrimenti i legami d’impresa tra il presidente della Fondazione San Raffaele e della SGAS, firmatari del comunicato contro di me, e tra costoro e i suddetti quotidiani?
È questa la vera notizia del comunicato stampa, che potrà essere utilmente impiegata nelle diverse controversie giudiziarie in corso in Italia e a supporto di eventuali inchieste giornalistiche. Quando il livore prende il sopravvento sulla ragione, il risultato è sempre un boomerang.
Resta tuttavia una domanda ancora senza risposta, tanto per la famiglia Angelucci quanto per Leopoldo De Medici e Ferruccio Calvani: come mai a Ceglie Messapica – cito solo un esempio – si curavano persone affette da gravi patologie con medici privi della specializzazione richiesta?
Se fossero stati loro genitori, figli o parenti stretti, avrebbero mai accettato una simile situazione? E se l’avessero scoperta, cosa avrebbero fatto al posto di un consigliere regionale obbligato moralmente a fare il proprio dovere?
Si guardino allo specchio e rispondano a queste domande, anche per rispetto dei familiari dei pazienti deceduti, che vivono ancora nel dubbio e aspettano verità.
Si occupino di questo, la famiglia Angelucci, De Medici e Calvani, e lascino stare la politica, che – come molte cose della vita – insegna sempre a salutare con rispetto chi scende mentre stai salendo, perché potrai incontrarlo di nuovo quando risale.”