Le notizie di questi giorni sul futuro del cracking e dell’intero polo petrolchimico brindisino confermano una cosa: il tempo delle dichiarazioni è finito. Ora servono decisioni chiare e coerenti.
La UILTEC UIL ha scelto fin dall’inizio una linea di responsabilità: lavorare per una riconversione industriale credibile dell’area, capace di garantire occupazione stabile, qualità del lavoro e prospettive di lungo periodo per il territorio. In questa direzione va letto il nuovo investimento della Giga Factory di Eni Storage Systems, in attesa in questi giorni della Decisione Finale sull’Investimento (FID) del CdA di Eni.
Il Protocollo d’Intesa sottoscritto con Eni Versalis il 10 marzo 2025 non rappresenta una resa all’inevitabile, ma un punto di partenza. La messa in conservazione del cracking ad esempio, fortemente voluto dalla UILTEC UIL, “al fine di cogliere eventuali significative e strutturali riprese delle condizioni di mercato”, accompagnata dalla disponibilità dell’azienda a cederlo anche a condizioni simboliche, non è una chiusura definitiva: è una fase che deve essere utilizzata per costruire una soluzione industriale reale. Ci sono segnali di interesse concreto in Europa di revisione di una rete produttiva sulla chimica di base che può far rientrare Brindisi in questo nuovo assetto possibile.
Oggi la vera questione è comprendere chi deve assumersi la responsabilità di tenere insieme i pezzi della filiera. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy deve svolgere fino in fondo il proprio ruolo: convocare i soggetti interessati, promuovere un tavolo operativo e verificare la possibilità di una cessione integrata degli asset strategici, a partire dall’impianto Basell che rischia altrimenti la chiusura definitiva perché così com’è non è vendibile, e del cracking che lo alimenta.
Brindisi non ha bisogno di narrazioni drammatiche, ma di un progetto industriale sostenibile. Difendere il lavoro non significa cristallizzare l’esistente a ogni costo, ma accompagnare una trasformazione che tenga insieme occupazione, innovazione e competitività.
La UILTEC UIL continuerà a lavorare in questa direzione, senza fughe in avanti e senza scorciatoie. Il nostro obiettivo è uno solo: garantire futuro industriale al territorio e tutele reali ai lavoratori.
Chiediamo al Governo tempi certi, trasparenza sulle interlocuzioni in corso e un percorso definito per arrivare, entro i prossimi mesi, a una soluzione industriale concreta.
Il futuro del polo brindisino si costruisce con responsabilità e visione. Non con le divisioni.