Cannalire (Pd): “BMS ormai fuori controllo e con obiettivi piano non rispettati. L’amministrazione comunale proceda al commissariamento”

La recente “Relazione sulla sostenibilità economico finanziaria per l’esercizio 2026” presentata dall’Amministratore Unico della Brindisi Multiservizi impone una severa e improcrastinabile presa di posizione politica e gestionale. Davanti alla certificazione di obiettivi contabili mancati e di evidenti inefficienze operative emerge con forza il tentativo inaccettabile di costruirsi un alibi amministrativo perfetto scaricando le responsabilità dei fallimenti gestionali esclusivamente sulle spalle dell’Amministrazione comunale e delle organizzazioni sindacali. Chi riceve il mandato fiduciario di guidare e risanare una società pubblica partecipata ha il preciso dovere di risolvere le criticità interne ottimizzando i processi e garantendo l’efficienza dei servizi offerti non certo quello di limitarsi a redigere elenchi di colpevoli esterni per giustificare i propri ritardi e i propri macroscopici errori di valutazione.

La lettura dei dati per l’anno 2025 svela contraddizioni profonde che non possono essere ignorate o minimizzate attraverso comodi artifici retorici. Appare politicamente grave e ingiustificabile che una parte consistente di questo ammanco sia dovuta alla palese incapacità dell’azienda di portare a termine i cantieri già con copertura economica, affidati dal Comune e previsti nel piano di risanamento votato dal Consiglio comunale.

Risulta pertanto logico ritenere del tutto paradossale e pericoloso che oggi l’Amministratore unico pretenda dal Comune di Brindisi ulteriori e nuove commesse per circa 800mila euro, esigendo peraltro che queste ultime garantiscano una adeguata redditività per la società quando è la stessa struttura dirigenziale della Brindisi Multiservizi a dimostrarsi del tutto incapace di completare nei tempi stabiliti i lavori già presenti nel proprio portafoglio.

Altrettanto sconcertante risulta la narrazione offerta in merito alla gestione del costo del personale che evidenzia un aggravio di spesa pari a ben 250 mila euro oltre il limite previsto dal piano di risanamento. Le giustificazioni addotte nella relazione rasentano l’inverosimile laddove si tenta di imputare questo clamoroso sforamento al diniego dell’INPS per la concessione dell’ammortizzatore sociale costato alle casse aziendali decine di migliaia di euro o persino agli stessi lavoratori considerati colpevoli di aver aderito al piano di esodi volontari scegliendo legittimamente la fascia di incentivo più alta. Un amministratore avveduto e competente ha il preciso dovere di calcolare preventivamente l’impatto finanziario delle proprie offerte di esodo e di tutelare preventivamente l’azienda dai rischi previdenziali senza subire passivamente gli eventi per poi lamentarsene stancamente a bilancio ormai chiuso. Allo stesso modo costituisce una grave abdicazione al proprio ruolo manageriale e una delegittimazione delle prerogative sindacali, il goffo tentativo di scaricare sui sindacati le colpe per i mancati rinnovi degli accordi sugli esodi incentivati scaduti lo scorso dicembre e sul contratto di solidarietà in scadenza il prossimo aprile.

Condurre in porto le relazioni industriali e sindacali al fine di trovare la sintesi necessaria per garantire il migliore efficientamento del costo del lavoro rappresenta il cuore del mandato amministrativo conferito e non un mero fastidio burocratico da dover imputare, strumentalizzando, all’inerzia altrui.

Il Comune di Brindisi, lo dico da componente dell’opposizione che non ha votato il piano, ha ampiamente dimostrato il proprio innegabile senso di responsabilità e di coraggio approvando il piano di salvataggio e garantendo un contratto di servizio milionario assolutamente vitale e strutturale per la tenuta dei conti della Brindisi Multiservizi. Tuttavia l’Ente non può e non deve in alcun modo essere scambiato per un bancomat illimitato dal quale attingere risorse pubbliche supplementari ogni qualvolta la governance si dimostri incapace di far quadrare i bilanci interni o decida di deresponsabilizzarsi persino sui mancati introiti dei parcheggi imputandoli strumentalmente alle scelte programmatorie dell’Amministrazione per il nuovo piano della sosta.

La situazione alla BMS, tra licenziamenti non autorizzati e ingiustificati, difese di ufficio non richieste e inopportune e crisi finanziaria permanente è diventata ormai insostenibile. E la riunione del comitato di governance cancellata è un segnale a mio avviso molto preoccupante.

Mi auguro perciò che l’Amministrazione comunale possa procedere immediatamente, anche attraverso l’acquisizione di autorevoli pareri, al commissariamento della società per poterla mettere in sicurezza ed evitare così ulteriori incertezze e preoccupazioni per il futuro dei lavoratori.

Francesco Cannalire, consigliere comunale PD e componente comitato di governance

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