Il 14 marzo a Palazzo Granafei-Nervegna dialogo con Gigia Bucci e Antonio Portolano sull’ascesa della nuova destra tecnocratica Il mondo contemporaneo è attraversato da trasformazioni profonde che mettono in discussione gli equilibri della democrazia. Tra guerre, crisi geopolitiche e rivoluzioni tecnologiche, prende forma – secondo l’analisi della filosofa Donatella Di Cesare – una nuova configurazione del potere che intreccia tecnica, controllo e identità etnica. È il tema al centro del suo ultimo libro, Tecnofascismo , pubblicato da Einaudi. Il volume sarà presentato venerdì 14 marzo 2026 alle ore 17 a Brindisi, presso Palazzo Granafei-Nervegna (via Duomo 20) , in un incontro pubblico promosso da Cgil Brindisi , in collaborazione con la libreria Feltrinelli di Brindisi e con la partecipazione della testata giornalistica online UnoGenio . A dialogare con l’autrice saranno Gigia Bucci , segretaria generale della Cgil Puglia, e Antonio Portolano , giornalista, founder e direttore responsabile di UnoGenio . Nel libro Di Cesare analizza le nuove forme di potere che emergono nel XXI secolo. A cento anni dall’avvento del fascismo storico, sostiene l’autrice, si afferma una nuova forma di totalitarismo che non replica i modelli del passato ma li rielabora attraverso due elementi chiave: la tecnica e il sangue . Da un lato il dominio delle tecnologie, delle reti e delle élite globali; dall’altro il ritorno di identità etniche chiuse e politiche che riducono la democrazia a etnocrazia. Secondo la filosofa, questa combinazione produce un paesaggio politico inquietante: comunità chiuse animate dal suprematismo, politiche di esclusione verso migranti e “indesiderati”, e una gestione dei popoli che può condurre fino alla pulizia etnica. In questo scenario la politica rischia di abdicare alla guerra e la democrazia di essere progressivamente svuotata. Tecnofascismo si propone dunque come un tentativo di comprendere il presente attraverso una lettura critica dei processi in corso: dall’ossessione per la sicurezza all’incubo della “fine del mondo”, dalla promessa di una libertà senza vincoli alla crescitadel risentimento e dell’odio politico. L’incontro di Brindisi rappresenterà un’occasione di confronto pubblico su questi temi cruciali del nostro tempo: il rapporto tra tecnologia e potere, il ritorno delle destre radicali, il futuro della democrazia e il ruolo della cultura nel contrastare derive autoritarie. Donatella Di Cesare insegna Filosofia teoretica alla Sapienza Università di Roma. I suoi libri sono tradotti in numerose lingue e affrontano temi centrali del pensiero contemporaneo, dalla migrazione alla crisi della politica. Con Tecnofascismo propone una riflessione urgente su una delle sfide più profonde del nostro tempo.