“Il disavanzo della sanità pugliese per il 2025 è di 369 milioni di euro rappresenta una chiara certificazione del fallimento delle politiche sanitarie attuate dal centrosinistra, che gestisce la nostra Regione da due decenni. In un silenzio assordante, i responsabili di questo deficit cercano ora di far pesare la situazione sui contribuenti pugliesi con l’aumento delle tasse. È inaccettabile che, secondo la Regione, la spesa farmaceutica e l’aumento dei costi del personale, dovuti a nuove assunzioni e rinnovi contrattuali, vengano additati come le principali cause di questo debito. Dobbiamo dedurre che i malati non dovrebbero ricevere farmaci e che il fabbisogno di personale sanitario negli ospedali pugliesi sia già soddisfatto, un’idea che risulta del tutto irrealistica.
“Adesso il presidente Antonio Decaro e gli assessori Donato Pentassuglia e Sebastiano Leo si rimbocchino le maniche e ci dicano quale piano di rientro hanno in mente, come voglio incidere sulla spesa improduttiva, sugli sprechi, e sui rami secchi della sanità pugliese. Senza di certo puntare il dito contro il Governo Meloni – che alla Sanità pugliese ha dimostrato attenzione attraverso cospicui interventi economici.
“I cittadini pugliesi hanno diritto a una sanità che funzioni e che si prenda cura delle persone in modo efficace, si abbatterebbe così la mobilità passiva (250 milioni di euro). Noi di Fratelli d’Italia saremo vigili e proattivi, sia nelle Commissioni Sanità e Bilancio che in Consiglio regionale, proponendo soluzioni e monitorando l’operato di questo nuovo governo regionale. È tempo di tagliare il cordone ombelicale con i precedenti governi di centrosinistra, i cui risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.”