In vista del 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, abbiamo presentato una mozione per intitolare una via della città a Francesco Ligorio, giovane francavillese, vittima innocente di mafia, ucciso a soli 18 anni mentre stava andando a lavorare.
Francesco non era il bersaglio.
Francesco non c’entrava nulla.
Francesco stava semplicemente provando a costruirsi una vita.
Francesco Ligorio è una vittima innocente di mafia riconosciuta dallo Stato.
Un riconoscimento che non è solo formale, ma che sancisce una verità profonda: quella di una vita spezzata dalla violenza criminale senza alcuna colpa.
Ed è proprio per questo che la sua storia ci riguarda ancora oggi.
Questa proposta nasce da una convinzione semplice ma radicale: la memoria pubblica non è neutra.
E non lo è nemmeno la toponomastica.
Decidere a chi dedicare una strada significa scegliere quali storie devono restare, quali nomi devono essere pronunciati ogni giorno, quali valori vogliamo consegnare alle nuove generazioni.
Per questo intitolare una via a Francesco Ligorio non è un gesto simbolico qualsiasi, ma un atto politico preciso: significa dire da che parte sta questa città.
Significa incidere nello spazio urbano una storia di dignità, lavoro e innocenza spezzata dalla violenza mafiosa.
Significa trasformare il ricordo in responsabilità collettiva.
Perché il rischio più grande, oggi, è ridurre tutto alla memoria rituale.
Le cerimonie, le corone, le giornate dedicate.
Ma se la memoria resta solo commemorazione, diventa vuota.
Se invece diventa scelta pubblica, allora diventa impegno.
E questo territorio ha bisogno di impegno vero.
Perché non siamo una terra riappacificata.
I fenomeni legati all’illegalità, alle economie opache, alle dinamiche di intimidazione e controllo non sono scomparsi: si sono trasformati, spesso diventando meno visibili ma non meno presenti.
È proprio per questo che non possiamo permetterci una memoria che consola.
Abbiamo bisogno di una memoria che interroga.
Che disturba.
Che ci costringe a scegliere.
Intitolare una via a Francesco Ligorio significa dire che questa comunità non dimentica, ma soprattutto che non accetta l’indifferenza.
Significa costruire uno spazio pubblico che educa, che parla, che prende posizione.
Un pensiero particolare va alla famiglia di Francesco, a suo cugino omonimo, che ha custodito e rilanciato questa memoria con determinazione, e a quanti, nel tempo, si sono mobilitati per non far spegnere questa storia, tra cui le associazioni impegno e partecipazione,i ragazzi di via d’amelio e Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, per il lavoro costante di costruzione della memoria e dell’impegno nel nostro Paese.
I consiglieri comunali del Partito Democratico
Dott. Antonio Eugenio De SimoneProf. Luigi Argentieri