AIGO Confesercenti Puglia, promotrice della Borsa del Turismo Extralberghiero (BTE) svoltasi a Brindisi dal 5 al 7 marzo, interviene nel dibattito aperto dalla bozza di disegno di legge regionale sulle locazioni turistiche, oggi al centro dell’attenzione di istituzioni, operatori e opinione pubblica.
La BTE ha rappresentato il più importante momento di confronto tecnico sul settore extralberghiero pugliese degli ultimi anni. Nel corso dei lavori, grazie al contributo di professionisti del settore e di operatori qualificati, sono stati analizzati in profondità i nodi critici e le prospettive del comparto. Da quel confronto è emerso un dato chiaro: la regolamentazione del settore non può essere costruita solo in chiave restrittiva.
Deve poggiare su tre pilastri fondamentali – la formazione degli operatori, la certificazione della qualità delle strutture e una reale semplificazione burocratica che alleggerisca i costi e gli adempimenti per chi opera in regola. È questa la direzione indicata con forza dai professionisti intervenuti alla BTE: un modello che premi la qualità, sostenga chi investe e renda più semplice e sostenibile l’attività degli operatori, evitando di appesantire ulteriormente un comparto che già oggi sostiene una parte decisiva della capacità ricettiva regionale.
AIGO Confesercenti sottolinea che la Puglia non può essere assimilata a realtà come Firenze o Venezia, dove il tema è la concentrazione estrema in pochi quartieri. In Puglia il turismo è diffuso, policentrico, e si regge in larga parte sulla componente extralberghiera e sulle locazioni turistiche.
Lo confermano i dati contenuti nella stessa relazione tecnica al disegno di legge: nel 2025 la regione ha registrato oltre 6,6 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze, con una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente. Le sole locazioni turistiche censite sono 44.883 immobili attivi, che rappresentano il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze complessive. Numeri che dimostrano come questo segmento non sia marginale, ma una componente strutturale dell’offerta ricettiva regionale.
In questo contesto, AIGO Confesercenti Puglia evidenzia che qualsiasi misura restrittiva non calibrata rischia di ridurre la capacità ricettiva complessiva della Regione, compromettendo la possibilità stessa di accogliere i flussi turistici che la Regione Puglia continua a promuovere nel mondo attraverso importanti investimenti di marketing territoriale. Una contraddizione evidente: da un lato si lavora per attrarre nuovi turisti, dall’altro si ipotizzano strumenti che potrebbero limitare proprio il segmento che oggi garantisce una parte rilevante dei posti letto.
AIGO respinge inoltre la narrazione secondo cui l’extralberghiero sarebbe responsabile della carenza di alloggi per i residenti. Le cause della difficoltà ad accedere alla casa vanno ricercate in fattori strutturali e in scelte di pianificazione pubblica che nulla hanno a che vedere con l’extralberghiero
Al contrario, l’extralberghiero ha contribuito in modo decisivo alla rigenerazione dei centri storici pugliesi. È noto che le esigenze abitative contemporanee – spazi più ampi, standard di comfort elevati, presenza di ascensori, facilità di parcheggio, viabilità comoda e strade larghe – mal si conciliano con la conformazione dei centri storici medievali, rinascimentali e sette‑ottocenteschi che caratterizzano la Puglia.
Si tratta di tessuti urbani nati in epoche in cui si viveva in modo completamente diverso: case piccole, scale ripide, vicoli stretti, assenza di parcheggi, accessibilità limitata. Sono luoghi straordinari dal punto di vista culturale e identitario, ma non rispondono più alle esigenze abitative della maggior parte delle famiglie moderne, che preferiscono zone più recenti e funzionali.
In questo scenario, l’extralberghiero ha recuperato migliaia di immobili che sarebbero rimasti vuoti, degradati o abbandonati, restituendo vitalità a interi quartieri storici. Ha riportato luce, manutenzione, sicurezza, presenza umana e attività economiche in zone che, senza questi investimenti privati, avrebbero subito un progressivo declino. E tutto questo senza alcun costo per la finanza pubblica. È un fenomeno che riguarda tutti i centri storici pugliesi, dai borghi dell’Alto Salento alle città d’arte del Barese, dai centri medievali del Gargano ai quartieri storici del Sud Salento.