Piccoli Produttori in fermento: ALPAA Puglia contro il “pannicello caldo” del Governo      

Piccoli Produttori in fermento: ALPAA Puglia contro il “pannicello caldo” del Governo      

Logistica, trasporti efficienti e Comunità Energetiche (CER) per abbattere i costi di produzione e fermare l’occupazione selvaggia delle campagne: la ricetta di ALPAA Puglia per una vera sovranità energetica e alimentare che parta dal lavoro dei piccoli produttori “

L’agricoltura pugliese attraversa una stagione di paradossi che non può più essere ignorata. In questo scorcio di marzo 2026, mentre le nostre campagne entrano nel vivo delle lavorazioni primaverili, come ALPAA Puglia stiamo ricevendo continue e pressanti sollecitazioni da parte di tantissimi piccoli produttori agricoli: sono lavoratori esasperati, stanchi di dover operare sotto la soglia della dignità economica. Per questo, esprimiamo un giudizio durissimo verso le recenti scelte del Governo centrale in materia di accise: interventi parziali e temporanei che appaiono come un inutile “pannicello caldo” a fronte di una crisi profonda, e che non offrono alcuna risposta strutturale alla rabbia di chi vede il proprio reddito svanire in bollette e carburante.

Denunciamo con forza l’inefficacia di provvedimenti che riducono il carico fiscale sul gasolio agricolo in misura irrisoria: appena 3 centesimi al litro, una cifra che appare come una vera e propria beffa, prontamente annullata dai rincari dei mercati che hanno spinto il prezzo del carburante agricolo verso la soglia insostenibile di 1,25 euro al litro. Queste “misure a scadenza”, valide spesso per poche settimane, dimostrano la totale distanza delle istituzioni romane da un settore che vive di cicli biologici e programmazione stagionale. Il piccolo produttore, spina dorsale della nostra regione, ha bisogno di certezze, non di elemosine mangiate dall’inflazione in poche ore.

Chiediamo un cambio di paradigma: un credito d’imposta strutturale per il carburante agricolo, un meccanismo automatico capace di proteggere il reddito dai picchi speculativi in modo duraturo. Questa stabilità è l’unica via per difendere il settore primario, evitando che il peso dei rincari alimenti il rischio di nuove forme di sfruttamento dettate dalla disperazione economica. Ma la difesa del reddito passa anche per una sfida logistica fondamentale. In Puglia, il trasporto dei prodotti incide pesantemente sul costo finale; chiediamo interventi per efficientare la logistica e accorciare le filiere, riducendo gli sprechi energetici e i costi di distribuzione che gravano sulla filiera corta.

Parallelamente, guardiamo a una transizione energetica a misura d’uomo. ALPAA Puglia ribadisce che la terra deve restare di chi la coltiva: dobbiamo impedire che le nostre campagne vengano deturpate dalla proliferazione selvaggia di impianti, sottraendo i migliori terreni alla loro naturale vocazione agricola. Crediamo invece in una via alternativa e compatibile: le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Un modello dove l’energia è prodotta collettivamente dai piccoli agricoltori sui tetti di magazzini e stalle, o su terreni marginali “no-food” non più idonei alle colture. Recuperare queste aree per fini collettivi significa abbattere le bollette dell’irrigazione e della trasformazione per tutti i soci, trasformando l’energia in un bene comune.

Per dare voce a questa esasperazione e costruire una proposta che parta dal basso, ALPAA Puglia sta programmando un’assemblea pubblica che vedrà protagonisti proprio i piccoli produttori, coloro che rappresentano l’80% degli addetti del comparto agricolo pugliese. È da questa forza sociale che vogliamo ripartire per rimettere al centro della politica nazionale la dignità di chi lavora, la tutela del territorio e il diritto di produrre cibo sano per tutta la collettività.

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