Per valorizzare i riti secolari della Pasqua locale dentro e fuori la città
SAN VITO DEI NORMANNI (BR), 31 MARZO 2026 – La Pasqua è un momento di fede, ma è anche di tradizione o, meglio, di tradizioni che, nel tempo, sono divenute identità di un popolo. È con queste premesse che la Pro Loco “Porta del Salento” lancia “UNICA. La Settimana Santa a San Vito dei Normanni”, un “brand” che intende valorizzare e rendere nota fuori dai confini comunali l’unicità, appunto, dei riti pasquali sanvitesi. In particolare, quelli del Venerdì e del Sabato Santo.
Stando alle informazioni in possesso degli studiosi, infatti, nei giorni del Triduo pasquale a San Vito accade qualcosa di unico per svolgimento e forza espressiva. Al termine delle liturgie previste per il Venerdì Santo, nell’arco di un paio di ore, nella Chiesa Madre, la Basilica di Santa Maria della Vittoria, si susseguono tre riti che risalgono almeno a due secoli fa e che rievocano la sepoltura di Gesù e il ruolo di sua madre nella Passione.
Dopo la celebrazione pomeridiana della morte di Cristo, la sera del Venerdì Santo si tiene la predica de “la Desolata”, una riflessione sul ruolo di Maria ai piedi della croce del Figlio, animata dalle musiche composte appositamente per quest’occasione dal sanvitese Antonio Pecoraro (1876-1966). Al termine della riflessione, il predicatore invita Maria ad entrare nella chiesa e a prendere il corpo del Figlio morto per la sua sepoltura. È “la Chiamata”: tra due ali di folla commossa, si fa spazio il simulacro dell’Addolorata, che sosta ai piedi della statua di Gesù morto posta al centro della chiesa. Quindi il sacerdote pone tra le mani dell’Addolorata i segni della passione (chiodi e corona di spine) e dà inizio alla processione dei Misteri. Terminata la processione – che, alla presenza di tutte le confraternite della città, percorre l’antico tracciato delle mura cittadine in un ideale abbraccio del centro abitato – si rinnova un altro rito che potrebbe essere individuato come il simbolo dell’unicità della Settimana Santa sanvitese (e non a caso è stato scelto come immagine guida della campagna promozionale “UNICA”). Si tratta della “Sepoltura”: il simulacro di Gesù morto viene avvolto in un lenzuolo dai sacerdoti della città e viene deposto nel sepolcro allestito sull’Altare Maggiore. Le luci si spengono lentamente in un clima di grande commozione. Alla tomba del figlio si avvicina l’immagine dell’Addolorata.
Il Sabato Santo, nel corso della Veglia Pasquale, si tiene poi “La Gloria”. Dopo le varie letture previste dalla liturgia, all’intonazione del canto del Gloria, il velo che copre l’immagine del Risorto cade, le porte della Basilica – che il giorno prima avevano visto entrare, da sola, l’Addolorata che andava a prendere il corpo del Figlio morto – si riaprono. Ma stavolta entra in chiesa l’immagine di Maria vestita a festa insieme a una decina di altri simulacri dei Santi più venerati in città. L’ingresso dei Santi è accompagnato dal suono dell’organo e dal rumore della “trènala” (una raganella), strumento popolare che presenta un’analogia con la croce: se dal legno della croce è scaturita la resurrezione del Cristo, dal legno lavorato ed intagliato dalla gente umile si è creato uno strumento di gioia, di festa, di rinascita.
A questi antichissime tradizioni si sono poi aggiunte nel corso dell’ultimo decennio due rappresentazioni artistiche ispirate al mistero pasquale e ospitate, dalla sera del Giovedì alla mattina del Sabato Santo, in due chiese del centro ormai sospese dal culto abituale e in gestione al Comune di San Vito. Nella chiesa di Santa Maria della Pietà, “Il Golgota” offre una visione contemporanea dell’umanità sofferente e morente come il Cristo, che mostra così la sua attualità spiazzante. Nella barocca Chiesa di San Giovanni, invece, “Il Cenacolo delle Speranze” è un’installazione artistica site specific che intende porsi come un’oasi di speranza in mezzo alle difficoltà della vita, con un’attenzione particolare rivolta spesso ai giovani, speranza del mondo.
“UNICA. La Settimana Santa a San Vito dei Normanni” è inserita nel Palinsesto regionale delle Settimane Sante di Puglia e raggiunge con questa promozione anche i comuni vicini, dove sono stati affissi in questi giorni numerosi manifesti promozionali.