C’è un momento dell’anno in cui San Pietro Vernotico smette di essere soltanto un paese e diventa racconto, memoria, identità viva. Quel momento è l’Asta della Bandiera. Domenica 12 aprile 2026 la comunità si ritroverà ancora una volta attorno a una delle rievocazioni storiche più sentite e partecipate del territorio.
Non è folklore, o almeno non soltanto. È storia che prende forma tra le strade, è appartenenza che si fa gesto collettivo. L’Asta della Bandiera rievoca un tempo drammatico e decisivo, quello delle incursioni turche e ottomane, trasformandolo in un’esperienza condivisa capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso simbolo.
Il programma si aprirà alle 15:30 con il corteo storico dal piazzale Domenico Modugno. I sette rioni, vestiti con abiti d’epoca, attraverseranno il paese in una sfilata che è insieme spettacolo e rito. A dare ritmo e profondità alla scena sarà la banda Alula, mentre gli sbandieratori del Rione Lama di Oria porteranno energia e colore.
Tra i momenti più intensi, la rappresentazione teatrale “Li Martiri d’Otranto”, tratta dall’opera di Giuseppe De Dominicis e messa in scena dalla compagnia “Che Bella Compagnia” di Campi Salentina: un richiamo potente alla memoria storica del territorio.
E poi la festa, quella che unisce e libera: il concerto finale del gruppo “Beddu ci balla”, con Daniela Mazza, pronto a trasformare la piazza in un’esplosione di musica popolare e partecipazione.
Dietro tutto questo c’è un lavoro corale. L’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Maria Lucia Argentieri, insieme alla Giunta e all’assessora alla cultura Nicoletta Pannofino, ha rafforzato il proprio sostegno alla manifestazione, prevedendo un maggiore contributo che va dalla realizzazione degli abiti storici — con una ricaduta positiva sulle maestranze del territorio, tra sarte, artigiani e lavorazioni tessili tradizionali — sino al potenziamento dell’intero programma.
Un impegno che si traduce anche nell’ampliamento dei momenti di partecipazione, con iniziative musicali che accompagneranno la comunità anche dopo l’asta, trasformando la giornata in un’occasione ancora più ricca di condivisione e coinvolgimento.
«Abbiamo scelto di sostenere questa manifestazione perché rappresenta uno dei momenti più autentici della nostra identità collettiva. L’Asta della Bandiera non è soltanto una rievocazione storica, ma un’occasione concreta per rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità e per valorizzare il lavoro delle tante realtà locali che contribuiscono alla sua realizzazione», ha dichiarato la sindaca Maria Lucia Argentieri.
«Investire in questo evento significa credere nella nostra storia, nelle nostre tradizioni e nella capacità di San Pietro Vernotico di continuare a raccontarsi e a crescere, coinvolgendo tutte le generazioni», ha aggiunto l’assessora alla cultura Nicoletta Pannofino.
Intanto, la Pro Loco di San Pietro Vernotico guarda ancora più lontano, avviando la candidatura della rievocazione al Registro del Censimento Regionale dei Beni Immateriali. Un passaggio strategico per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio identitario.
«Le Pro Loco sono enti accreditati che hanno, tra le altre, una funzione esclusiva: censire i beni immateriali e candidarli sulle piattaforme ministeriali e regionali per il loro riconoscimento ufficiale. È un passaggio fondamentale che consente di tutelare le tradizioni, garantirne la trasmissione nel tempo e cercare di beneficiare, in futuro, delle sovvenzioni pubbliche previste per questo genere di manifestazioni, così da permetterne una crescita ulteriore», ha dichiarato il presidente della Pro Loco, Davide Marangio.
Perché, in fin dei conti, l’Asta della Bandiera non è soltanto un evento: è un rito che si rinnova, un’identità che si difende, una storia che continua a essere raccontata.
E allora torna la domanda di sempre, quella che accende l’attesa e il cuore del paese: chi si aggiudicherà la Bandiera quest’anno? Chi rilancerà con l’offerta più alta sui gradini della Chiesa di San Pietro Vernotico?
