Puglia Beni Comuni – Ostuni ammessa a finanziamento per il centro per anziani “Argento” in un bene confiscato alla mafia

È stata presentata questa mattina a Bari la graduatoria definitiva dell’Avviso pubblico “Puglia Beni Comuni”, promosso dalla Regione Puglia nell’ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. Ostuni è ufficialmente tra i Comuni ammessi a finanziamento, confermando il risultato già ottenuto in fase provvisoria. 

Il progetto finanziato, per un importo di 980 mila euro, riguarda la realizzazione del Centro sociale e culturale “Argento” in contrada Rosara, attraverso la rifunzionalizzazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata. L’intervento consentirà di restituire alla comunità uno spazio destinato all’inclusione, alla socialità e ai servizi, con particolare attenzione alle persone anziane e ai soggetti più fragili.

Si tratta di un’iniziativa che unisce il valore simbolico del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia con un’azione concreta di rafforzamento del welfare di prossimità. Un progetto che rappresenta una risposta ai bisogni della comunità e, allo stesso tempo, un segnale forte di legalità e presenza dello Stato sul territorio.

“Questo risultato conferma la qualità del lavoro svolto e la capacità del Comune di Ostuni di intercettare opportunità strategiche per il territorio.” – dichiara il sindaco Angelo Pomes – “Restituire alla comunità un bene sottratto alla criminalità organizzata, trasformandolo in un luogo di servizi, inclusione e socialità, significa dare un senso concreto al valore della legalità e rafforzare il legame con la nostra comunità”.

L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per il traguardo raggiunto e ringrazia i professionisti incaricati della progettazione, il Settore Finanziamenti e l’assessore Fabrizio Monopoli, il Settore Servizi Sociali e l’assessora Emilia Francioso, oltre all’ex assessora Bernadette Giovene, per il lavoro svolto nella fase di candidatura.

Con questo intervento, Ostuni si prepara ad avviare una nuova progettualità capace di coniugare inclusione sociale, rigenerazione urbana e valorizzazione dei beni confiscati, contribuendo alla crescita e alla coesione della comunità.

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