“Artigianale” non è più uno slogan, ma un mestiere. Entra in vigore la normativa

Da oggi la parola «artigianale» non è più un’etichetta da usare con leggerezza (o con fantasia). Entra infatti in vigore la norma introdotta dalla legge annuale per le PMI che meglio disciplina l’utilizzo della terminologia nella pubblicità di prodotti e servizi.

Un cambiamento atteso e necessario, che porta con sé una buona notizia per tutti: quando leggeremo «artigianale», potremo finalmente fidarci. Dietro quel termine dovrà esserci davvero un artigiano, con le sue competenze, il suo lavoro e – perché no – anche un po’ di orgoglio.

Grazie anche all’impegno della CNA, che ha spinto per una regolamentazione chiara e incisiva. Come incisive sono le sanzioni previste: chi utilizzerà impropriamente il termine rischia l’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro. Non conviene più improvvisarsi «artigiani» per marketing.

La norma, infatti, punta a ristabilire un principio semplice ma fondamentale: l’artigianato non è uno slogan, è un mestiere.

«Accogliamo favorevolmente questa novità normativa che segna una inversione di rotta: valorizza il lavoro autentico, la trasparenza e il rapporto di fiducia con il cliente.  Un passo decisivo per rafforzare la competitività delle imprese artigiane, riconoscendo il giusto valore al saper fare italiano» – dichiara Sonia Rubini, direttore di CNA Brindisi – Taranto -.

Una misura significativa, dunque, per la garanzia della qualità e la tutela dell’identità artigiana, a presidio della scelta consapevole e informata dei consumatori, spesso vittime sacrificali della concorrenza sleale praticata da imprese non artigiane.

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