Porto e industria – Ugl/Cisal/Confsal: “Brindisi torni ad essere attrattiva, anche attraverso la rimozione di vincoli e posizioni preconcette”

La nota con cui l’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale ha, di fatto, chiuso i ponti alla possibilità di realizzare un grande investimento nautico nel porto di Brindisi desta non poche perplessità.

Il consenso unanime espresso qualche mese fa nell’incontro svoltosi in Provincia verso un progetto che determinerebbe la nascita di centinaia di nuovi posti di lavoro in un comparto innovativo come quello della nautica da diporto, viene messo in discussione da un pronunciamento dell’ente portuale che arriva in tutta fretta a poche ore di distanza dalla conferenza stampa con cui i promotori dell’investimento hanno ufficializzato la richiesta di aree portuali.

In questi casi, pur in presenza di ipotetici ostacoli di carattere tecnico, altrove ci si prodiga per individuare soluzioni e per offrire alternative. E invece a Brindisi è come se ci si affrettasse a far scappare chi vuole mettere a disposizione decine di milioni di euro per creare sviluppo e occupazione.

Il tutto, mentre dal Ministero del Made in Italy tardano ad arrivare risposte sulla manifestazione di interesse varata dal tavolo sulla decarbonizzazione. Ci sono decine di imprenditori, tra cui coloro che hanno dato vita al Polo nautico “Brundisium”, che hanno creduto in Brindisi, ma che non possono aspettare in eterno.

Il rischio concreto, insomma, è che si vanifichi tutto e si resti a ragionare sulle briciole. Un motivo in più perché si riattivi un “tavolo” a livello locale, su iniziativa del commissario di Governo Luigi Carnevale ed alla presenza di istituzioni, parti sociali, del parlamentare locale Mauro D’Attis e del Presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli. Il tutto, con il chiaro intento, di velocizzare i piani di rilancio territoriale e di rimuovere ostacoli che oggi più che mai non possono e non devono esistere.

“La narrazione dell’Autorità Portuale riportata dalla stampa non convince – afferma il segretario della Cisal Massimo Pagliara – soprattutto alla luce del fatto che la stessa, in più incontri istituzionali e alla presenza del presidente Matarrelli, del sindaco di Brindisi Marchionna, del vicepresidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto Gentile, dell’on. Dattis e del presidente di Confindustria Danese — aveva espresso consenso su un progetto che avrebbe potuto generare occupazione immediata per numerosi giovani e rilanciare un indotto industriale ormai in forte declino. Se, invece, per questa città si è già deciso altrove di decretarne la fine, è opportuno che venga detto chiaramente. Il tutto, in aggiunta al fatto che siamo ancora in attesa di una convocazione da parte del Mimit per una verifica della fattibilità dei progetti presentati”.

“Noi chiediamo che si faccia chiarezza su questo e su altri investimenti – afferma il segretario dell’Ugl Damiano Flores – perché vogliamo evitare che si passi da vecchie ‘politiche del no’ ad interventi altrettanto dannosi farciti di ostacoli burocratici e tecnici. In questo confidiamo nel ruolo che l’on. D’Attis e il Presidente Matarrelli potranno svolgere per imprimere una svolta all’attuale fase di stallo”.

“Ancora un no ad un importante investimento per il territorio – afferma il segretario di Fismic/Confsal Davide Sciurti – L’Autorità Portuale blocca il progetto legato al comparto della nautica adducendo ‘problemi tecnici’ che ne impedirebbero la realizzazione.

Per noi si tratta dell’ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini e dei lavoratori brindisini. Evidentemente i tanti incontri effettuati a livello locale e nazionale non hanno prodotto nulla di concreto.

La misura è colma. Non possiamo più accettare rinvii, alibi e scuse tecniche che nascondono una precisa volontà politica: affossare le prospettive di sviluppo dell’intera provincia di Brindisi”.

Pagliara Massimo – Sciurti Davide – Flores Damiano –

CISAL FISMIC/CONFSAL UGL

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