Dichiarazione del Segretario territorio di Brindisi, Gianluca Volpe
Crisi dell’area industriale di Brindisi: cantieri senza dignità e silenzio su
una crisi che non può essere sottovalutata
La FIM-CISL Taranto Brindisi esprime forte preoccupazione per la grave situazione che sta attraversando l’area
industriale brindisina, dove emergenze igienico-sanitarie, scadenze occupazionali imminenti e un grave stallo
delle attività produttive stanno mettendo a rischio il tessuto industriale dell’indotto. Un contesto che, se non
affrontato con urgenza, rischia di arrivare a un punto di non ritorno.
Particolarmente grave è la condizione dei cantieri presso il sito di Cerano, dove la responsabilità è chiaramente
attribuibile a Enel. È inaccettabile che la stessa committenza permetta disparità di trattamento tra i vari cantieri:
in quelli destinati all’installazione delle BESS è stato garantito l’accesso all’acqua potabile e ai servizi minimi,
mentre in quelli delle ditte d’appalto, a pochi metri di distanza, i lavoratori sono costretti a operare senza le
minime condizioni di dignità e sicurezza. Questa situazione di disparità e il mancato rispetto delle richieste
avanzate rappresentano un grave abbandono delle condizioni di lavoro e un oltraggio alla dignità dei lavoratori
dell’indotto.
Per questo, la FIM-CISL richiede con fermezza l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Enel per
affrontare le seguenti criticità:
• Emergenza ex SIR: La scadenza dei contratti a fine aprile si avvicina, e senza risposte certe sul futuro di
questi lavoratori si rischia di compromettere ulteriormente la loro condizione occupazionale.
• Stallo delle lavorazioni meccaniche: La incertezza sulla proroga del phase-out del carbone e sulla
gestione futura della centrale sta bloccando le attività manutentive essenziali. È necessario un
cronoprogramma chiaro e condiviso che garantisca continuità all’indotto e alle maestranze coinvolte.
• Dignità e sicurezza: È imprescindibile il ripristino immediato di condizioni civili e di sicurezza in tutti i
cantieri dell’area, perché i lavoratori non possono continuare a operare in condizioni di degrado e senza
servizi essenziali.
Parallelamente, l’attenzione della FIM-CISL si rivolge anche al futuro occupazionale dell’indotto
metalmeccanico del sito Versalis di Brindisi, gravemente compromesso dal silenzio che avvolge la fase di
transizione industriale legata al piano di trasformazione Eni-Versalis. La lenta ripresa delle lavorazioni e il
trasferimento temporaneo di molti lavoratori sono segnali di una crisi che non può essere ignorata. A tal
proposito, la nostra organizzazione – insieme alla Fiom e alla Uilm – ha già sollecitato un incontro urgente,
inviando un’apposita richiesta il 12 marzo 2026, per attivare un tavolo di monitoraggio permanente come
previsto dal protocollo sottoscritto presso il MIMIT.
La FIM-CISL esprime forte delusione per l’assenza di risposte concrete e coerenti alle promesse fatte
pubblicamente, e auspica che la task force regionale, insieme al nuovo Assessore al Lavoro, colgano con
tempestività questa occasione per mettere al centro delle politiche industriali e occupazionali della regione il
tessuto produttivo brindisino, che vive un momento di grande incertezza e vulnerabilità.
Il futuro dell’area industriale di Brindisi non può essere lasciato alla deriva. La dignità dei lavoratori e la tutela
di un patrimonio industriale strategico devono essere priorità assolute.