Sto seguendo con attenzione quello che sta accadendo nel centro cittadino per quanto riguarda le emissioni sonore.
Sono stato per anni anche un gestore di locali e ho affrontato la questione in maniera approfondita prima da esercente e poi anche da membro delle istituzioni.
Nell’ultimo periodo ho lanciato un esperimento già ampiamente testato e riuscito in molte capitali europee.
La diffusione musicale attraverso cuffie dà la possibilità agli avventori di ascoltare più generi musicali contemporaneamente e ai gestori di poter protrarre la serata, ripagandosi anche eventuali costi accessori, nel rispetto delle emissioni e soprattutto della quiete pubblica.
È un ottimo compromesso che consentirebbe a molti di risolvere il problema.
Ma c’è un’altra questione che l’amministrazione comunale deve necessariamente prendere di petto: quella delle emissioni sonore all’interno dei condomini.
Questa è una delle maggiori problematiche che, in veste di amministratore di condominio, insieme ai miei colleghi, siamo costretti ad affrontare quotidianamente senza di fatto poter dare quelle tutele che i nostri assistiti si aspettano.
Regolamentare con precisione gli orari di inizio dei cantieri e soprattutto delle emissioni, che quotidianamente in alcuni casi superano i limiti della normale tolleranza, sarebbe cosa buona e giusta da parte del Comune di Brindisi.
Oggi, di fatto, tutto questo non è possibile in quanto manca un regolamento chiaro che disciplini la materia.
Noi amministratori condominiali siamo costretti a barcamenarci, non potendo realmente aiutare coloro i quali spesso sono costretti a subire molestie dai propri vicini.
È arrivato il momento di mettere un punto fermo anche su questa questione.
Si prenda spunto da altre città italiane dove il problema è stato affrontato dalle amministrazioni, consentendo ai cittadini di avere regole chiare e agli amministratori di poter aiutare i propri condomini.
Dott. Gianluca Quarta