Di Cesare e Frattini: «Brindisi deve restare centrale nello
scenario nazionale, salvare la chimica di base è decisivo per
evitare il declino industriale e tutelare migliaia di lavoratori»
A distanza di un anno dal protocollo del 10 marzo 2025, la CGIL di
Brindisi torna a rilanciare con forza la propria posizione sulla crisi
della chimica di base, in piena sintonia con quanto denunciato a
livello nazionale da Maurizio Landini e Marco Falcinelli nella
lettera indirizzata al ministro Adolfo Urso, che individua proprio
nel caso Brindisi un banco di prova della politica industriale
italiana.
Il segretario generale della CGIL di Brindisi, Massimo Di Cesare,
dichiara: «A distanza di un anno da quel protocollo, continuiamo a
sostenere con determinazione una posizione che non è mai
cambiata: Brindisi deve restare centrale nello scenario nazionale,
mantenendo il suo polo industriale dell’energia e soprattutto della
chimica di base».
Una posizione che si rafforza alla luce delle contraddizioni
evidenziate anche a livello nazionale. «Da mesi denunciamo una
politica schizofrenica del ministro Urso: da una parte si
accompagna la chiusura del cracking, dall’altra si sottoscrivono
documenti europei che indicano la chimica di base come settore
strategico da difendere e rilanciare».
Sulla stessa linea il segretario generale della Filctem Cgil Puglia,
Antonio Frattini: «Il caso Brindisi non è isolato ma riguarda
l’intero sistema della chimica nazionale. Qui si misura se l’Italia
intende restare dentro una filiera strategica o uscirne
definitivamente, con conseguenze gravissime sul piano industriale
e occupazionale».
Per la CGIL e la Filctem il punto centrale è evitare la chiusura
definitiva degli impianti e scongiurare una desertificazione
industriale già in atto. «Occorre evitare la prossima chiusura
definitiva di uno degli impianti più performanti d’Europa – prosegue
Di Cesare – e per farlo bisogna percorrere tutte le strade possibili,
a partire dalla messa in vendita degli asset a grandi operatori
internazionali».
Una richiesta che trova riscontro anche nel dibattito nazionale,
dove si evidenzia come l’assenza di una regia pubblica e il ruolo di
Eni abbiano finora ostacolato soluzioni industriali alternative,
impedendo l’ingresso di nuovi investitori.
Frattini aggiunge: «Se Eni non intende più gestire la chimica di
base in Italia, si provi seriamente a cedere gli impianti. Non è
accettabile accompagnarne il deperimento fino alla chiusura: il
mercato esiste e lo dimostrano operazioni industriali in Europa».
Intanto, sul territorio, gli effetti della crisi sono già evidenti. «Da
mesi – sottolinea Di Cesare – l’intera filiera, con Basell, Chemgas e
tutto l’indotto, a partire dalla logistica e dalle imprese
metalmeccaniche, registra un forte arretramento. Altro che
transizione: il rischio concreto è che Brindisi diventi un deserto
industriale e un caso di archeologia industriale».
Il sindacato ritiene però che ci siano ancora margini per invertire la
rotta. «Noi crediamo sia ancora possibile intervenire – afferma
Frattini – anche con il contributo della Regione Puglia. Salvare la
chimica di base significa tenere aperta una prospettiva industriale
che può svilupparsi nel riciclo della plastica, nelle energie
rinnovabili, nella farmaceutica e nella navalmeccanica».
In questo quadro, l’accordo di programma può rappresentare uno
strumento decisivo, ma solo se accompagnato da progetti
industriali credibili. «È in questa ottica – conclude Di Cesare – che
l’accordo di programma deve diventare il perno di una nuova fase,
capace di generare occupazione e assorbire gli oltre 2.600
lavoratori oggi a rischio. Senza una scelta chiara, il declino
industriale del territorio sarà inevitabile».
Per CGIL e Filctem la strada è dunque netta: fermare la
dismissione, riaprire il confronto e, se necessario, favorire la
cessione degli impianti. Perché, come evidenziato anche a livello
nazionale, non è in gioco solo il destino di Brindisi, ma la tenuta
industriale dell’intero Paese. Per tutte queste ragioni CGIL e
Filctem chiedono la convocazione di un tavolo urgente in
Prefettura.
Brindisi 21.4.2026
Massimo Di Cesare
Segretario generale
CGIL Brindisi
Antonio Frattini
Segretario generale
FILCTEM CGIL Puglia