Ecco la nota di Ance Brindisi:
Abbiamo appreso dagli organi di stampa che, nell’ambito dell’accordo di programma per Brindisi, non vi sarebbero le risorse pubbliche inizialmente auspicate per garantire la piena sostenibilità del progetto della Piloda Shipyard relativo alla creazione di un hub di eccellenza per la riparazione, il refitting e la demolizione di navi fino a 250 metri di lunghezza.
Si tratta di una notizia che desta particolare preoccupazione, alla luce dell’importanza strategica dell’intervento per il territorio. Il porto di Brindisi dispone oggi di uno strumento fondamentale come il Piano Regolatore Portuale, frutto di una governance lungimirante che, sotto la guida dell’allora Presidente Ugo Patroni Griffi, ha consentito di dotare lo scalo di regole chiare, certezza del diritto e una pianificazione organica dello sviluppo.
Proprio per questo, a fronte di una cornice urbanistica e amministrativa già definita, è indispensabile creare anche le condizioni finanziarie necessarie a rendere concretamente sostenibili interventi di tale portata. In questo contesto, il progetto Piloda Shipyard assume un valore strategico che va oltre il singolo investimento: può configurarsi come una vera e propria best practice, capace di fungere da modello replicabile e catalizzatore per ulteriori iniziative sul territorio.
Un intervento di questo tipo, infatti, non si limita a generare benefici diretti, ma attiva un effetto moltiplicatore, stimolando la fiducia degli investitori, rafforzando le filiere locali e creando un ecosistema favorevole allo sviluppo. Piloda Shipyard può diventare un punto di riferimento sia in termini di innovazione industriale sia di sostenibilità economica, dimostrando concretamente come una visione integrata tra pubblico e privato possa tradursi in risultati tangibili.
E’ in questa prospettiva che ANCE Brindisi interviene con convinzione: il progetto di Piloda Shipyard, guidata dall’amministratore delegato Donato Di Palo, rappresenta un’opportunità di integrazione tra le filiere dell’edilizia e della nautica, capace di coinvolgere un’ampia rete di competenze (impiantisti, manutentori e rifinitori).
Il sistema ANCE può inoltre rispondere al fabbisogno di risorse umane attraverso il Formedil, per la riqualificazione professionale, e grazie al dialogo già avviato con l’Università del Salento, favorire la creazione di percorsi formativi mirati, per allineare domanda e offerta e consentire così ai giovani talenti di restare a lavorare nel proprio territorio.
In un’area del Paese chiamata a ripensare il proprio modello di sviluppo, iniziative come quelle di Piloda Shipyard, che rappresentano un esempio concreto del percorso necessario, devono essere colte al volo.
“Per queste ragioni, riteniamo fondamentale – conclude il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa – che Regione e Governo intervengano con determinazione, assicurando il necessario sostegno finanziario al progetto e accompagnandone la realizzazione con strumenti adeguati e tempi autorizzativi certi”.