“Apprendo con grande soddisfazione che il Ministro Urso ed Eni hanno concordato sulla nomina di un advisor internazionale con il mandato di individuare un soggetto industriale o finanziario interessato a rilevare le attività di cracking attualmente in conservazione presso il polo petrolchimico di Brindisi. È una notizia che aspettavamo da tempo e che dimostra che il pressing portato avanti in questi mesi — in Parlamento e sul territorio — ha prodotto risultati concreti. È un successo del territorio!.”
Così Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico.
“Il sito di Brindisi è uno dei più moderni d’Europa. Abbandonarlo sarebbe stato un errore strategico imperdonabile: 970 lavoratori diretti, circa 2.500 se si considera l’intera filiera, e un ruolo insostituibile nella catena della chimica di base italiana. Ora si apre finalmente la possibilità di garantire continuità produttiva e salvaguardare un patrimonio industriale che appartiene all’intero Paese. Mi aspetto che il processo si svolga con la massima trasparenza e in tempi rapidi – continua Stefanazzi – . L’Italia non può permettersi di perdere la propria sovranità nella chimica di base: chi acquisterà dovrà garantire occupazione, investimenti e continuità. Continuerò a vigilare perché gli impegni verso i lavoratori e il territorio siano rispettati al 100%.”