La CGIL Brindisi valuta positivamente la nomina del
consulente ma chiede tempi più rapidi e garanzie per
l’intera filiera industriale e occupazionale
Per mesi la CGIL Brindisi ha sollecitato il Mimit, la
Regione Puglia e la Prefettura per evitare la chiusura
definitiva di ENI Versalis, ricercando operatori
internazionali in grado di mantenere e rilanciare la
chimica di base.
A distanza di un anno Eni e Governo finalmente nominano
un consulente per favorire la vendita. Se questo significa
mantenere a Brindisi e in Italia la chimica di base, allora
salutiamo positivamente questa scelta, che per noi deve
andare anche oltre, mantenendo da una parte il progetto
della Gigafactory e dall’altra provare a tenere insieme
l’intera filiera con Basell, Chemgas, che rischiano di
essere coinvolte in un effetto domino per la cessione di
utilities che potrebbero non più essere garantite
nell’imminente futuro, e poi tutto l’indotto.
Per la CGIL questo è l’obiettivo più importante: rilanciare
il polo industriale in chiave green e salvaguardare i livelli
occupazionali e la tenuta dei salari.
La convocazione del tavolo ministeriale al 25 giugno, che
sembra assai lontana, appare tuttavia necessaria per
condividere con il territorio un cambio di rotta
importante, per il quale il ruolo della Regione Puglia è
stato determinante e può essere utile a ricomporre
l’unità degli interessi delle lavoratrici e lavoratori.
In attesa, anche la convocazione presso la Prefettura, da
noi più volte sollecitata, può essere una tappa intermedia
necessaria anche a svolgere il necessario monitoraggio
della situazione nel petrolchimico, che in ogni caso per
tutte le aziende coinseediate non può aspettare i tempi
dell’eventuale vendita.