Nomina del nuovo Presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto
Il Partito Democratico e Casa Riformista – Italia Viva di Carovigno, esprimono soddisfazione per la
nomina di Stefano Convertini alla presidenza del Consorzio di Gestione della Riserva Naturale di
Torre Guaceto, formulando al nuovo presidente i migliori auguri di buon lavoro per un incarico
tanto prestigioso quanto delicato, che richiederà competenza, equilibrio istituzionale e una visione
capace di valorizzare uno dei patrimoni ambientali più importanti del nostro territorio.
La scelta di un profilo tecnico e qualificato rappresenta finalmente un punto di approdo dopo oltre
dieci mesi di stallo, rinvii, tensioni e incomprensibili irrigidimenti politici che hanno paralizzato il
Consorzio, esponendo Torre Guaceto a rischi concreti sul piano della governance, della
programmazione e della piena operatività dell’ente. Un’impasse prolungata che avrebbe potuto
compromettere la capacità del Consorzio di affrontare con efficacia le sfide legate alla tutela
ambientale, alla gestione delle risorse e alla progettazione futura.
La domanda che oggi sorge spontanea è semplice: non si poteva fare prima?
Per mesi si è assistito a una ostinazione politica su scelte che non raccoglievano consenso tra i soci
del Consorzio, nonostante fosse evidente a tutti che la strada imboccata non avrebbe portato a una
soluzione. Restano ancora sconosciute le logiche che hanno spinto l’amministrazione comunale a
incaponirsi su decisioni che hanno finito soltanto per prolungare una fase di stallo dannosa per
Torre Guaceto e per l’intera comunità.
Il passo indietro dell’avvocata Erica Roma, professionista stimata che è stata ingiustamente
trascinata al centro di una vicenda tutta politica, ha confermato ciò che il Partito Democratico e
Casa Riformista – Italia Viva di Carovigno sostengono da tempo alla pari di ciò che riporta lo stesso
statuto consortile, la presidenza del Consorzio non è una nomina meramente fiduciaria o formale,
ma una scelta eminentemente politica e istituzionale, che richiede necessariamente una sintesi tra i
tre soci del consorzio. Pensare di imporre un nome senza costruire preventivamente una
convergenza era un errore evidente, e purtroppo si è scelto di comprenderlo troppo tardi.
La realtà ha dimostrato esattamente il contrario, senza dialogo, senza confronto e senza la ricerca di
una linea condivisa, il Consorzio restava bloccato. Ed è proprio qui che sta la lezione politica da
trarre. Perché non si è convocata un’assemblea con l’obiettivo di trovare una sintesi comune tra i
soci, anziché alimentare divisioni o aizzare l’opinione pubblica? Era la strada più seria, più
responsabile e soprattutto più produttiva. Il buon senso, alla fine, ha prevalso. Ma il prezzo pagato
in termini di tempo, credibilità istituzionale e tensione pubblica è stato troppo alto e del tutto
evitabile.
Ci auguriamo che quanto accaduto serva da insegnamento per il futuro, Torre Guaceto merita una
governance stabile, autorevole e condivisa, sottratta a personalismi e forzature, e restituita
pienamente alla sua missione di tutela, valorizzazione e sviluppo sostenibile. Ora si chiuda
definitivamente questa pagina e si lavori tutti, con spirito di collaborazione istituzionale,
nell’interesse esclusivo della Riserva e della comunità.